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Il primo disco alla corte del re Cremisi

King Crimson - "In The Court Of Crimson King". L'album dell'esordio, una pietra miliare della storia del rock progressivo, raccontato da un pregevole sito

Alcune volte, le recensioni sembrano difficili perchè non si sa bene che dire di un determinato disco, altre volte (è questo il caso) perchè di fronte all’importanza dell’artista è difficile sentirsi all’altezza… quindi perdonatemi per il mio osare.
Questo è il primo disco di una band che sarà destinata a lasciare un segno nella storia del rock, le cui influenze si scorgono ancora oggi, seppure si tenda sempre più a dimenticarsi di questo nome. I King Crimson, mostrano già con questo primo lavoro la loro insofferenza verso le strutture prestabilite: In The Court Of Crimson King, vengono rotte le barriere espressive della canzone, senza per questo abbandonarne definitivamente la struttura (come ad esempio scelto dai Pink Floyd); in questo equilibrio, c’è forse quella modernità eccezionale che ha ispirato molti sperimentatori dello scorso decennio (un nome su tutti, i Radiohead, sebbene le loro scelte vengono fatte risalire ad altre fonti).
Questo lavoro presenta 5 brani, tutti intensissimi, a partire dal visionario 21st Century Schizoid Man, che a prima vista può sembrare “semplicemente” un hard-rock (alla Deep Purple, per intenderci), si rivela in realtà essere un mirabile esempio di come usare i fiati insieme a batteria e chitarra elettrica, unendo al rock una sorta di forsennato jazz (se mi si passa il termine).
Le atmosfere si fanno in seguito più rilassate (I Talk to the Wind ed Epitaph), lasciando sempre spazio a grandi aperture melodiche, che sempre meglio delineano quella sorta di Progressive Rock del quale i Crinsom sono tra i padri fondatori.
Prima della maestosa chiusura (The Court), l’intermezzo Moon Child, rappresenta il momento più sperimentale del disco: dopo un esordio dolce e sommesso, la melodia lascia spazio ad un susseguirsi di giochi sonori e rumori che durano una decina di minuti.

Incredibile dunque questo esordio dei King Crimson che meritano senza dubbio di venir scritti tra i grandi nomi del rock progressive.

(da “The book of Taliesyn”)

Giudizio *****

Magistrale, grandioso, eccezionale. Non ci sono parole per descrivere questo capolavoro, che getterà le basi di un modo di far musica, le cui influenze sono giunte fino ad oggi.