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Paperlate: le ultime notizie del rock progressive

È attiva dal 1984 la prima fanzine italiana dedicata al rock progressive. Paperlate letteralmente significa "ultime notizie": il nome prende spunto dal testo di "Dancing With The Moonlit Knight" dei Genesis. Il quotidiano comasco ce la illustra.

Riproduciamo un articolo dedicato a “Paperlate”, la fanzine progressive più longeva in Italia.

Il nostro biglietto da visita è da sempre il newprogressive. Per scelta. Crediamo sia anche oggi il modo migliore per avvicinare i giovani ad una musica bellissima e complessa quale è il rock progressivo. “In My Place” dei Coldplay o “Karma Police” dei Radiohead sono brani accattivanti, accessibili e nel contempo affatto stupidi, come nell’85 lo era “Kayleigh” dei Marillion: dopotutto, il genio di Genesis e Beatles non sta forse nella fruibilità d’ascolto per quasi tutte le orecchie, pur essendo musica tutt’altro che banale?” Questo il pensiero compatto dei milanesi Roberto Cangioli ed Ezio Candrini, fondatori di Paperlate - letteralmente “ultime notizie!”, dal testo di Dancing With The Moonlit Knight dei Genesis - la prima fanzine italiana dedicata al progressivo, attiva dal 1984: “Qualcuno ci accusa di essere un po’ troppo fedeli alla linea del romanticismo “facile”, inguaribili del pop sinfonico. Paradossale che a muovere tali critiche siano alcuni ex abbonati, avvicinatisi al genere tramite noi, ed ora autorizzati a deriderci trincerandosi dietro l’intellettualismo pretestuoso di un Robert Wyatt o di un Lol Coxhill”. La verità è che Paperlate era all’epoca l’unica voce che trattava di prog con rispetto e competenza, da persone che non avevano alcuna esperienza editoriale, ma solo pura e semplice passione. Una rivista grazie alla quale oggi l’Italia registra un fermento di pubblicazioni ben diverso da quello del 1984, come osserva Davide Grassi, uno dei fondatori: “Un giornale che, non trovandolo in edicola, ce lo siamo inventati noi”. Natale ‘83: ad un annuncio di Roberto Cangioli su Ciao 2001 rispondono il portavoce di tale “Abaclub”, Ezio Candrini, amico di Tommaso Ridolfi, massimo esperto italiano di Peter Gabriel, e Davide Grassi. Una riunione in birreria dei quattro ed è cosa fatta: Paperlate inaugura il n.1 nell’aprile ‘84; le copie artigianali vanno a due negozi di dischi milanesi e, tramite il “passa parola” ai primi abbonati.

Il concerto degli emergenti Marillion a Zurigo, a cui assiste la redazione assieme all’amico Robert Lohner, futuro membro attivo, è l’occasione per far conoscere la testata all’estero e dà il via alla simbiosi sempre più stretta con il gruppo inglese, che si scrollerà di dosso l’appellativo di “clone dei Genesis” anche grazie alla fanzine meneghina. Il numero di lettori cresce esponenzialmente, annoverando i primi comaschi. Paperlate genera al proprio interno Real To Read, organo del fan club italiano dei Marillion, diventata in seguito rivista autonoma. Con gli anni lasciano Ridolfi e Lohner ed entrano nuovi amici come Marina Lenti (poi direttrice di Real To Read), Alberto Manzini, Luca Benporath, Gianluca Renoffio e Roberto Mattiuzzo. Le uscite si rarefanno, ma aumentano le pagine, i collaboratori e contenuti, migliorando costantemente la veste grafica: dal ‘93 Paperlate esce in versione addirittura patinata. Primi ad avere una rubrica radiofonica dedicata a Genesis, Yes, King Crimson e compagnia bella negli anni ‘80, i milanesi detengono altri primati come i “progressive party”, i raduni estivi in Piemonte e Friuli, le rassegne di gruppi emergenti nei club, a Milano nell’88 e nel ‘92, e a Roma nel ‘92 (”ROMAntic”).

Di intervista in intervista,
legami con alcuni artisti anglosassoni si sono evoluti da semplici rapporti artista-intervistatore a vere e proprie amicizie. Nel ‘94 la conversione ad Associazione Culturale, con marchio e testata registrati, e la celebrazione del decennale, un record per una pubblicazione indipendente, senza alcun finanziamento esterno. Oggi, ad un anno dal ventesimo anniversario, l’attenzione alle proposte attuali più stimolanti come Spock’s Beard, Minimum Vital e Radiohead, quale sarà il futuro? Totale telematizzazione della rivista o prosecuzione come periodico cartaceo? Ciò che conta è che Paperlate non sarà mai solo A voice in the crowd, una voce tra la folla.

Alessandro Casellato

(dal quotidiano “La Provincia di Como”, 6/5/2003)

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