Questo sito contribuisce alla audience di

Fabio Zuffanti: «La mia calda estate di lavoro»

A colloquio con il leader di Finisterre e Maschera di Cera. Entrambe le formazioni si accingono ad entrare in sala di incisione. Zuffanti ci anticipa le novità dei nuovi dischi. A settembre megaconcerto dei Maschera di Cera in Belgio con il mellotron sul palco...



Fabio Zuffanti

Vacanze di lavoro per Fabio Zuffanti alle prese con i preparativi per il nuovo disco dei Finisterre (le cui registrazioni inizieranno a Genova a settembre), e con gli arrangiamenti dei brani della Maschera di Cera (che prevede di entrare in sala di incisione a dicembre). Fra i concerti in programma merita una sottolineatura quello della Maschera di Cera in Belgio, a Veniers.

Della calda estate in corso ne parliamo con Fabio Zuffanti.

Fabio, i Finisterrre si accingono ad entrare in sala di incisione per il loro nuovo disco. Che Finisterre ascolteremo?
Sicuramente un gruppo che continua a sperimentare, che non si ferma e che porta avanti un discorso che è la naturale evoluzione del nostro cammino e che era stato solo accennato con “In ogni luogo”. La fusione di vari elementi musicali resta alla base della nostra proposta e in questo nuovo lavoro vorremo creare un disco antico e moderno allo stesso tempo inserendo gli elementi prog che fanno parte del nostro DNA in un contesto che vada a toccare un certo modi di intendere la canzone ovverosia in maniera aperta, dilatata e avventurosa. Le atmosfere minimaliste e classicheggianti dei nostri primi lavori e una ricerca su certe situazioni elettroniche saranno fuse con la nostra sensibilità acustica e con la potenza di una sezione ritmica in carne e ossa. Potrei, per farti un paragone, citarti un paio di dischi che secondo me ci stanno influenzando parecchio, “Sulle corde di aries” e “Clic” di Battiato, sperimentazione, elettronica, ma anche calore umano e in più nei Finisterre una voce più presente, una sezione ritmica e tante sorprese.

Mi sembra di capire che c’è una svolta pure verso il pop elettronico, per una musica di atmosfera…
In parte si, non so se lo definirei proprio “pop”, sicuramente c’è molta atmosfera e c’è molta, secondo il nostro modo di vederla, sperimentazione. Chi ha gradito il cammino e l’evoluzione dei Finisterre sicuramente rimarrà soddisfatto.

Prosegue pure il progetto “Maschera di Cera”, che sta avendo grandi consensi. Anche per questo gruppo ci sono delle novità ed un disco in uscita. Ce ne puoi parlare?
Si, in questi giorni abbiamo concluso il lavoro di composizione e nelle prossime settimane ci dedicheremo agli arrangiamenti e speriamo di potere entrare in studio a Dicembre. Il nuovo lavoro sarà il più duro di quelli usciti fino ad ora, nella prima parte ci saranno quattro canzoni molto dure e rockeggianti ma condite con cambi e aperture, il tutto manterrà però un’ atmosfera oscura e angosciante. La seconda parte del cd conterrà una suite di 23 minuti, una storia allucinata di fanatismo religioso, l’atmosfera sarà surreale, in parte ancora molto hard ma con ampi squarci sinfonici. Speriamo inoltre di avere in studio molti ospiti per arricchire sempre maggiormente la nostra musica, sicuramente ci sarà più chitarra e poi sax, oboe e tonnellate di synth analogici.

Maschera di Cera è un progetto che ha subito riscosso interesse. Secondo te qual è la chiave del successo?
La musica che suoniamo con MDC è, a mio avviso, molto diretta e sanguigna. C’è una tale passione e intensità che è difficile, se si ama un certo genere di musica, non apprezzarla. La differenza di approccio con i Finisterre è soprattutto questa, con i Finisterre siamo più sperimenteli, pensiamo e meditiamo tantissimo su un pezzo e la sua direzione e cerchiamo di farlo evolvere sempre verso qualcosa di originale. Con MDC suoniamo e basta, facciamo una musica che abbiamo nel sangue e la suoniamo direttamente con il cuore. Sono due approcci diversi che mi piacciono entrambi perché sono costruttivi e evolutivi allo stesso tempo.

Finisterre ha firmato il contratto con Immaginifica una nuova realtà discografica nel panorama prog italiano. Una svolta importante per il tuo gruppo, dopo i dissapori del passato…
Siamo felicissimi di lavorare per Franz (Franz Di Cioccio, ndr), Iaia (Iaia De Capitani, ndr) e la Immaginifica e pensiamo che insieme potremo fare grandissime cose. Era la struttura che mancava in Italia per promuovere seriamente una musica che ha molti più appassionati di quello che si crede e che, a mio avviso, in questo momento sono in netta espansione. Solo una persona con una grande passione come Franz poteva tirare fuori una grande idea del genere e noi siamo veramente lusingati di farne parte e daremo tutto il nostro massimo per far sì che cresca sempre maggiormente e che anche questo tanto bistrattato progressive possa trovare una sua precisa collocazione.

Mi sembra di interesse il concerto belga che si accinge a compiere la Maschera di Cera…
Abbiamo suonato in Portogallo a luglio e l’accoglienza è stata calorosissima, siamo molto più conosciuti all’estero e questo è una fonte di grande soddisfazione, speriamo che in futuro le cose possano mettersi bene anche con l’ Italia. Adesso andremo in Belgio e sono sicuro che anche questa sarà una bellissima esperienza e daremo tutto il massimo per suonare alla grande. Forse faremo un pezzo nuovo e c’è la possibilità di avere un vero mellotron sul palco. Sarà un grande evento…

Sapendoti impegnato in molteplici iniziative contemporaneamente non è azzardata la domanda: altri progetti in cantiere?
No, per ora sono totalmente occupato con Finisterre e Maschera di Cera e credo che questa sarà la mia principale occupazione per il prossimo anno. Progetti in testa comunque ne ho sempre molti e può darsi che parallelamente possa uscire anche qualcos’altro, vedremo…

a cura di Gaetano Menna