Il libro inglese di Sid Smith dedicato ai King Crimson

Il libro del "biografo" ufficiale dei King Crimson.

Sid Smith è un fan di lunga data della band, ma la sua vicinanza con Robert Fripp lo ha portato a diventare la voce narrante ufficiale dei Kcrimson in vari speciali televisivi e radiofonici.
Dal 1999, su invito dello stesso Fripp, Sid Smith ha iniziato a contribuire ai diari on-line della Discipline Global Mobile. Il suo libro “In the court of King Crimson ” (Helter Skelter Publishing ) é nato come un work-in-progress personale che l’autore aggiornava di tanto in tanto.
Ma quando finalmente i tempi sono divenuti maturi per una pubblicazione, é stato giocoforza comune (vista l’amicizia e la fiducia ormai consolidata), tra Smith e lo stesso diKctator, puntare ad una biografia della band che avesse tutti i crismi dell’ufficialità e che fosse universalmente riconosciuta dal popolo Kcrimsoniano.
Il libro ha subito vari ritardi e il progetto ha anche cambiato titolo: il primo, provvisorio, era “Frame by frame”, ma alla fine si è puntato per un’altra soluzione decisamente poco originale.
Poco male comunque perché il contenuto è migliore di una pubblicazione d’archivio in quattro CD!
Attraverso i tredici capitoli (più le tre appendici) vengono organizzate le vicende della band di Fripp, e vengono narrati gli antefatti a ogni singola pubblicazione.
Sid Smith disfa e nuovamente intreccia le motivazioni e gli eventi che hanno, di volta in volta, reso possibile ogni re-incarnazione. Il tutto grazie anche a inedite interviste ai protagonisti di una delle storie più affascinanti del panorama musicale degli anni settanta.
Se avete sempre saputo che il “signore dei burattini” è, di fatto, il solo Fripp, qui troverete situazioni che lo ribadiranno una volta per tutte. Scelte prese anche con tutti i voti contrari degli altri comprimari. Democrazia è un termine che nel dizionario frippiano forse non è mai stato presente e anche momenti apparentemente più “leggeri” come quelli in cui si decide la copertina di un disco, divengono ulteriori motivi di tensione.
E la tensione, di spirito ma anche della mente ripiegata nell’azione creativa, è proprio l’elemento cardine della musica evocata dalla formazione inglese. Una formazione la cui efficacia “seminale” ancora dà i suoi frutti (maledetti).
I vari capitoli “incastonano” poi delle recensioni dettagliate, brano per brano, di tutti i dischi partoriti, arricchiti con i commenti dei vari strumentisti di turno.
Personalmente avrei gradito molto anche una approfondita analisi dei testi. Ma non tutto è possibile, specialmente in un volume che davvero non conosce momenti morti. Forse il limite del libro è proprio nel fatto che si propone come un “manuale”. A young person’s guide to… the history of King Crimson, direbbe qualcuno di mia conoscenza. Fatto è che di young persons, fra noi, ne sono rimaste poche.
Ma nulla ci impedisce di goderci questo libro dall’inizio alla fine. Io l’ho divorato in una notte insonne. Una notte nella storia della musica.

…this

night

wounds

time…

Stefano Fasti

(articolo tratto da “Wonderous Stories” n. 19)

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