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Fabio Zuffanti, il sarto del prog

Esce il nuovo disco Quadraphonic di Fabio Zuffanti. Intervista all'artista, alla scoperta della fabbrica "felice" del rock progressive. Tra suoni cuciti a mano e fini cesellature...

Fabio Zuffanti, bassista poliedrico e prolifico con molteplici progetti ed intuizioni con gruppi di new prog e rock come Finisterre, Maschera di Cera, Hostsonaten, La Zona. Senza dimenticare il progetto della rock opera dedicata a Merlino con Victoria Heward.

C’è anche il progetto Quadraphonic. Qui Zuffanti si rivela oltre che musicista ed artista, “artigiano del prog”. Il nuovo disco “Le fabbriche felici” è particolare, tutto fatto a mano nel senso letterale del termine, dai suoni al package; si innesta in un filone creativo di artistica artigianalità. Dove l’artigianalità è un pregio.Come è pregiato un abito di sartoria fatto a mano rispetto a quello industriale…

Anche Quadraphonic è un percorso da tenere sotto osservazione,una delle tante facce e situazioni di questo artista di talento. Di seguito la chiacchierata sul nuovo disco.

Come nasce il progetto Quadraphonic? Titolo emblematico: le fabbriche felici. Al primo impatto mi è venuto in mente quello dell’album cult di Lolli (ho visto anche degli zingari felici). D’altronde fabbriche (o zingari) e la felicità sembrano quasi una contraddizione in termini…
Il progetto Quadraphonic è nato molti anni fa e rispecchia la mia passione per certa musica di ricerca, sperimentale ed elettronica, che porti a galla delle sensazioni dimenticate e lontane. Quasi una sorta di terapia in musica per rivivere una specie di sogno ad occhi aperti. Da qualche anno sto pubblicando una serie di cd-r autoprodotti in maniera artigianale e in edizione limitata ( ad eccezione de “Il giorno sottile”, uscito lo scorso anno per la Mellow ) perché mi piace l’idea di lavorare come, appunto, un artigiano e gestire completamente e in solitudine queste musiche apparentemente difficili e sfuggenti ma in realtà grandi parti della mia anima.
Riguardo all’ultimo lavoro, l’ ho completato in questi giorni dopo circa un anno e mezzo di lavoro e il suo titolo ( che non ha nulla a vedere col bellissimo album di Lolli ) richiama una sorta di ricordo visto da un ottica che rispetto a noi risulta spostata molto avanti nel tempo. Ho immaginato infatti una società futura dove la tecnologia, l’inquinamento e il malessere sono arrivati a livelli tali da fare pensare al medioevo delle fabbriche come ad un’ era felice e spensierata. Il testo del pezzo omonimo spiegherà meglio il concetto che sta comunque dietro a tutto il disco: una sorta di ricordo di qualcosa di trascorso e perduto per sempre a favore di una sempre maggiore freddezza, allontanamento e cinismo.

Un progetto dunque targato interamente Zuffanti nella ideazione, nella realizzazione, ed anche, mi pare di capire, nella produzione… sperimenti anche la strada …dell’etichetta discografica?
Spirals è un etichetta di cd-r come tante ne stanno nascendo ultimamente, non una vera e propria etichetta discografica quindi. E’ una sorta di sigla che sta dietro la pubblicazione ( in edizione limitata a 100 copie per ora ) dei materiali di Quadraphonic. In realtà la cosa è molto ma molto più artigianale di quanto possa sembrare perchè i cd sono prodotti da me drettamete.

Copertina a mano come oggetto di cult, da collezionista…
Si ma non fatto col proposito di farlo diventare a tutti i costi un oggetto da collezione. Semplicemente lo specchio di un lavoro completo che si estrinseca naturalmente dal mio modo di intendere questa situazione musicale. La musica in primis e poi lo studio per la copertina, l’ assemblaggio, il confezionamento e tutte le altre fasi. Il prodotto diventa quindi una cosa completamente partorita dai tuoi sforzi. Essendo poi questa musica un qualcosa di molto intimo, tutto quello che gli gira intorno deve mantenere questa connotazione di calore e, come ho detto più volte, artigianalità.

Il suono Quadraphonico si sta spostando verso il “pop” nel senso di popular, di dimensione canzone?
Beh, ho paura che ascoltando queste cosiddette “canzoni pop” più di uno sarà tentato di restituire il cd al mittente. Scherzi a parte ci sono dei tentativi di rendere certe strutture più fruibili ma le “canzoni” sono decisamente distanti dal pop come di solito lo si intende. Come esempio accostabile a quello che potresti ritrovare in “Le fabbriche felici” ti potrei citare certe cose del Battiato di “Clic” come “No u turn”. Questo è il modo di intendere la canzone e il pop in questo nuovo lavoro.

Come mai porti avanti contemporaneamente progetti tanto diversificati? C’è la voglia di esplorare, di sperimentare… ricerchi un punto di approdo?
Ricerco anzitutto me stesso e le prospettive diverse della mia anima. Mi piace letteralmente da morire sperimentare ed esplorare mondi musicali spesso distanti tra loro perché alla fine ne esco arricchito in tutti i sensi e grazie a questo conosco anche di più me stesso, le mie capacità ed i miei limiti.

a cura di Gaetano Menna

Il cd può essere acquistato qui