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Chat-intervista a Ghezzi: "De Andrè, ricerca senza certezze"

La trascrizione della chat-intervista a Paolo Ghezzi, direttore di "L’Adige" quotidiano di Trento ed autore del libro "Il Vangelo Secondo De Andrè". La "spiritualità anarchica" del cantautore genovese, l’incontro con il prog, l’uscita del suo primo DVD (postumo), l’omaggio 25 anni dopo della PFM. Ma anche Sanremo, Peter Hammill ed i Van Der Graaf Generator...

Abbiamo provato ad utilizzare la nostra chat per una chiacchierata-intervista con Paolo Ghezzi e Tony Pagliuca. Una sorta di chat-intervista.

Ghezzi, direttore responsabile del quotidiano “L’Adige”, è autore del volume “Il Vangelo secondo De Andrè”. Pagliuca è l’ex tastierista de “Le Orme” e tra pochi giorni sarà di nuovo nei teatri con un nuovo concerto (ed un disco speciale collegato all’evento). Riproponiamo il testo della chiacchierata-intervista, dividendola in due parti e eliminando le sovrapposizioni inevitabili nella chat.  Ci sembra un documento interessante da cui emergono molteplici spunti di riflessione.

Nella prima parte abbiamo riportato la chiacchierata con Ghezzi su De Andrè, il libro realizzato su di lui, ma anche su Sanremo ed i Van Der Graaf Generator… il giornalista parla anche della PFM e del tributo fiorentino all’album che la nota prog-band realizzò 25 anni fa con il cantautore genovese…

E’ doveroso ringraziare Ghezzi e Pagliuca ad aver dedicato alcune ore a chattare nel canale rock progressive di Supereva, ed a sperimentare con noi nuove modalità di coinvolgimento. D’altronde, si sa, rock progressive è sperimentazione.


La chat-intervista a Paolo Ghezzi:
“Quel concerto del ’98 al Brancaccio è mitico”


[Menna]: Credo ci sia anche Paolo Ghezzi

[Ghezzi]: sì

[Menna]: Dice De André nel concerto al Brancaccio di Roma (riproposto sul DVD realizzato da BMG, ndr): “Non ho nessuna verità assoluta e mi trovo nell’impossibilità di consegnare a me stesso ed a voi qualsiasi tipo di certezza”…

[Ghezzi]: De Andrè era un uomo di ricerca, non di certezze. Diceva: mi fa paura l’uomo organizzato nel senso di anime salve; ci vogliono spiriti solitari per

capire il senso del mondo

[Menna]: una curiosità: parente di…Dori Ghezzi?

[Ghezzi]: no no no, per niente, solo omonimia

[Menna]: cosa ne pensa di questo festival?

[Ghezzi]: il festival fa pena, forse si salva solo il vecchio Dustin Hoffman che vedo ora con l’audio spento

[Carnelli]: intanto il DVD De Andrè in concerto è in testa alle classifiche…

[Ghezzi]: non mi sorprende: De Andrè è un mito veneratissimo, e quel concerto del ‘98 è grande

[Carnelli]: Ma De Andrè era prog?

[Ghezzi]: prog?????

[Menna]: pero molti agganci con il prog, PFM, New Trolls, Reverberi…

[Ghezzi]: be’, essendo un geniaccio, sperimentava alla grande, ma resta uno chansonnier

[Carnelli]: Mauro Pagani ha raccolto il testimone di De Andrè?

[Ghezzi]: scusate l’integralismo: Mauro è bravissimo, ma nessuno può raccogliere un testimone così…

[rob]: per me, De Andrè era un furbo

[Ghezzi]: furbo non so, certo abile a carpire il meglio dei musicisti con cui collaborava

[Menna]: il tuo libro scandaglia una spiritualità di DE ANDRÈ. Un pò a

sorpresa…

[Ghezzi]: l’anarchia, come dice Maggiani, è una forma di spiritualità

[Menna]: Dice DE ANDRÈ: Gesù è rimasto il grande rivoluzionario di

tutti i tempi…

[Ghezzi]: lo diceva spiegando la Buona Novella, che i sessantottini non capirono molto

[rob]: oggi esiste un altro rivoluzionario, il Papa

[Ghezzi]: Wojtyla prog?????

[Giulia Nuti]: sul tema cantautori e prog: “senza orario senza bandiera” li unisce forse un pò?

[Ghezzi]: sì, ho risentito De Scalzi a Firenze per la commemorazione Pfm/De Andrè: mi sembrano tutte cose datate

[Giulia Nuti]: datate in che senso?

[Ghezzi]: che oggi si possono commemorare quelle collaborazioni, ma non rifarle

[Giulia Nuti]: e che pensi di aver usato la voce dal vivo di De Andrè?…

[Ghezzi]: necrofilia (affettuosa, però)

[Menna]: Ghezzi parliamo un attimo del libro per chi non lo conosce?

[sonja]: sì…il libro

[Ghezzi]: be’, è un alfabeto del De Andrè pensiero, da amore a zingari attraverso dio e prostitute, è un rilettura eretica di un eretico

[Giulia Nuti]: Ghezzi, pensando a de andrè pfm allora. De andrè come pensi lo visse?

[Ghezzi]: come un mettere fuori la faccia con un vestito diverso e vedere l’effetto che faceva

[Menna]: Ghezzi quasi berlusconiana la critica di DE ANDRÈ ai giudici (Il

Gorilla, Un Giudice). Questo argomento nel tuo libro lo hai titolato: sadici in toga

[Ghezzi]: il sadismo in toga esiste, ma non è quello che denuncia Berlusconi, è il sadismo verso i deboli, mica verso i potenti; il sadismo - lo diceva anche un altro mezzo anarchico come Orwell - è congenito al potere: così lo vedeva De Andrè

[Pagliuca]: spererei tanto di poter venire a Guastalla

[Ghezzi]: grandi i van der graaf…. the killer lives inside me (a

proposito di sadismo) cantava pete h.

[Pagliuca]: ci siamo conosciuti in studio

[Ghezzi]: be’ i genesis fino a the lamb compreso sono effettivamente enormi

[Carnelli]: Il bello è che PH ora canta con la PFM…

[Carnelli]: Ghezzi: Gabriel o Hammill?

[Ghezzi]: Gabriel ma con i Genesis

[Menna]: Vorrei tornare a Smisurata preghiera DE ANDRÈ: per chi viaggia in

direzione ostinata e contraria. Perché questo sottotitolo?

[Ghezzi]: perché è la chiave di interpretazione del De Andrè-pensiero: e

mette insieme anarchici, solitari e credenti inquieti

[Menna]: Come è nata l’idea del libro?

[Ghezzi]: un po’ per caso, un po’ per la voglia di rileggere De Andrè come autore, De Andrè scritto, che si era un po’ perso nei tanti libri usciti prima

[Giulia Nuti]: Luci e ombre nella scena italiana, un esempio di luce?

[Pagliuca]: Pacifico

[Gigi Zoppello]: secondo me Cristina Donà, o Patrizia Laquidara (allieva di Bungaro)

[Ghezzi]: Giulia Nuti: so che ti scandalizzo e dico: samuele bersani

[Ghezzi]: e pacifico non è male

[Gigi]: però devo dire che anche Roy Paci e Meganoidi…

[sonja]: cristina è la migliore!

[Ghezzi]: a sonja: ma perché solo due donne a sanremo, perché solo maschietti di varia foggia?

[Carnelli]: De Andrè e De Gregori

[Ghezzi]: Dostoevskij e Simenon: grandi entrambi, a livelli diversi

a cura di Paolo Carnelli e Gaetano Menna


si ringrazia Giulia Nuti, redattrice de “Il popolo del blues”


(fine prima parte – continua)