
Il nuovo disco di Tinkara Kovac - popstar della Slovenia che, nel suo Paese, è particolarmente amata – è davvero una spremuta di energia.
Il CD si intitola “O-range” (per l’etichetta slovena “Dallas Records”; lo si può ordinare online); è per questa cantautrice l’album della svolta, del salto di qualità ed anche – ci scommettiamo - del lancio internazionale.
Un disco accurato, quello proposto, in cui si alternano momenti melodici ad altri più ritmici ed hardrock.
Rilevanti i contributi internazionali; dagli inglesi Mike Peters (cantante dei The Alarm) e Paul Millns (il poeta del blues britannico, autore della dolcissima “The last but one time”) allo spagnolo Carlos Nunez (per una cover da brivido della hendrixiana “Little Wing” nel gioco dei duetti flautistici), agli statunitensi Dan Lavery (bassista dei Tonic) e Chris “Rama” Douglas (in “Kjer ste vi”, al sitar, traccia un’atmosfera anni 70). Ci sono pure le partecipazioni preziose di due italiani, il bluesman trevigiano Tolo Marton (con un raffinato arpeggio alla chitarra del brano conclusivo) e Massimo Bubola che, oltre che partecipare al disco (come musicista e co-arrangiatore), affida a Tinkara un suo vecchio successo, “Spezzacuori”, che la cantante ripropone in sloveno (con un testo da lei rielaborato ma che mantiene intatta la carica emotiva dell’originale).
Un disco cantato in sloveno (ed in alcuni brani in inglese).
In evidenza, lo strumentale “Astor Cafè”, omaggio a Astor Piazzolla ma con un flauto intrigante, alla Jethro Tull. Suoni unplugged per “Oranzen dan” (proposto sul CD anche in una traccia video registrata presso la TV di Capodistria). Ci piace molto il tirato “Mph” con il duetto con Peters e, soprattutto, con la grinta esplosiva della cantante slovena…
Ma il brano-manifesto della “spremuta musicale” di Tinkara Kovac è quello di apertura (il cui titolo, tradotto in italiano, significa “Tra terra e cielo” ) con un refrain accattivante ed un sound corposo. Brano davvero da hit parade internazionale.
Gaetano Menna

Claudio Costantino








