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Claudio Rocchi: vi racconto i miei Genesis... Un gioco senza età

Intervista a Claudio Rocchi che tradusse "White Mountain" dei Genesis (dall'album "Trespass") per Ornella Vanoni. Divenne in italiano "Un gioco senza età". E' una delle tante curiosità che emergono da questa intervista realizzata per Guida Supereva Rock Progressive da Gianni Martin. Martin è il fondatore del fanclub Claudio Rocchi. Apprendiamo pure che l'artista scrisse e disegnò un libro, "Acqua, esordi e soluzioni", rimasto inedito Le collaborazioni e inter-relazioni con Miki Dei Rossi (Orme), Biglietto per l'Inferno e Demetrio Stratos (Area)


Nella foto Claudio Rocchi
con Gianni Martin che ha curato l’intervista

 

 

Il tuo libro “Le sorprese non amano annunciarsi…” è una sorta di scavo nei ricordi, nella memoria… a me ha riportato alla mente una delle tue prime esperienze letterarie di cui si parla poco, il libro “Acqua, esordi e soluzioni” - del 1970 in epoca di “Viaggio” - stampato in duemila copie per gli amici… ci sono tracce di quello scritto? Ricordo poi che doveva essere pubblicato da Feltrinelli un libro dal titolo “Luce” abbinato ad un disco… ce ne parli?
Le sorprese non è lavoro sulla memoria, è traccia di presente, scritto al volo in diretta nelle circostanze e soltanto poi, a distanza di anni, riletto e tagliato. Ho fatto del “cutting” - tecnica espressiva, della non punteggiatura - una scelta, della verità un impegno. No fantasy, solo vita vera.
A,E&S è un trittico: poesia, prosa e disegni. Tre volumi formato A4… Esistono solo i miei originali battuti a macchina e disegnati al tratto. Non è mai stato stampato in 2000 copie per gli amici. Stava per esserlo soltanto. Luce era un progetto e lo è rimasto.

Un ricordo dei tempi degli Stormy Six?
G
li incredibili, assonnati, pericolosissimi ritorni a casa dopo le serate nelle feste VIP brianzole…

Proseguendo sul filo dei ricordi, riportando alla memoria esperienze particolari che non tutti conoscono, volevo segnalare due tue particolari collaborazioni: un 45 giri di Giovanna con la tua canzone “Io volevo diventare” (retro “Sono solo una donna” di Rocchi-Taylor) e nel 1972 la canzone “Un gioco senza età” per Ornella Vanoni (che darà il titolo al suo LP)…
La song è tutta mia, meno il ritornello “io volevo diventare” appunto, che è di Gerardo Gargiulo, giovane autore allora con me alla scuderia ariston . Un gioco senza età è White mountain dei Genesis, da me tradotta per la Vanoni su sua richiesta. La vera chicca forse, in termini di curiosità, è che l’etichetta della Vanoni (Vanilla Records) ha il nome della piccola Vanilla di “Essenza”, “…I tamburi…” dolce treenne figlia della mia compagna di allora che mi spupazzavo per case discografiche come la mia migliore amichetta…


Nel 1974 scrivesti il brano, rimasto inedito, “Tempi di guerra”. Un testo che, trent’anni dopo, è estremamente attuale…
Lo ricordo vagamente, dovrei rileggerlo per risponderti. Immagino che le considerazioni sulla guerra siano inossidabili, trasversali, acquisite nel bene e nel male.


Due curiosità. Lla prima: “In volo magico n.1″ viene segnalato alla batteria Miki Dei Rossi… La seconda: l’album “Per un amico” della PFM è dedicato a te… Incuriosisce questo collegamento con Orme e PFM. Ma anche con il Biglietto per l’Inferno (porta la tua firma la presentazione del recente mega-cofanetto per il loro trentennale); per non dimenticare gli Area e Demetrio Stratos: è vero che hai delle registrazioni inedite con Demetrio?
Mi
ki in effetti registrò una session, che poi però non fu utilizzata.
Ai tempi suonavamo spesso in concerto assieme ed eravamo amici. La Pfm e “Per un amico” è storia vecchia… Una specie di pistolotto moralistico credo per redimere le mie psichedeliche presunte colpe. Qualcuno dovrebbe finalmente chiedere a loro cosa intendevano precisamente dire, dare o fare.. sarebbe interessante anche per me visto che gli autori sono vivi e vegeti e addirittura ogni tanto ci si incontra qua e là… il Biglietto anche: abbiamo fatto un tour assieme. Facili frequentazioni ed amicizie. Demetrio veniva a registrare i suoi studi poliarmonici al mio Sastun lab domestico. Conservo sue tracce inedite e sconosciute a fianco di studi per i lavori poi pubblicati.

Ad un certo punto qualcosa cambiò (a fine anni 70)… ricordo un concerto al mio Paese in cui eri da solo, tu, il tuo piano, la chitarra, il revox a bobine con le basi. C’era aria di contestazione, di cambiamento di gusti. Ma l’affermarsi dei cantautori non ti favorì (non del tutto). E bruciano, ancora oggi, battute caustiche come quella di Dario Salvadori per “Ciao 2001″: Rocchi? “La standa, la mela e l’india”…
I
o per la mia strada di ricerca ed esperienza non ho mai badato troppo a mode e circostanze. semplicemente avanti, con verità di intenti conoscitivi. I cantatutori cosiddetti, dopo i Vari Endrigo, Paoli, Lauzi, Bindi, Tenco, etc, sono venuti TUTTI dopo il mio “viaggio”. Confrontare date e titoli.

Veniamo al Claudio Rocchi di oggi. In autunno - a quanto mi risulta - ti trasferirai in Sardegna. Fuggi di nuovo da Milano, per una dimensione più “naturale”, più selvaggia? Il timore è che tu “isolandoti” - scusa il gioco di parole, voluto - ti allontani dal pubblico, dai fans, dai concerti… Eppure ci sono molteplici ristampe di tuoi dischi in giro, segno di un rinnovato interesse per la tua musica… Ti chiedo: val la pena “isolarsi”… proprio ora?
Tempo luogo e circostanza sono le tre caratteristiche di ogni scelta. non mi allontano proprio da nulla. Mi avvicino alla terra. Rock on…

La Sardegna ti ha conquistata quando hai girato il film la scorsa estate… a che punto è il montaggio? Ci dai qualche anticipazione sulla trama…
E’
il contrario: ho girato là perchè la Sardegna mi ha conquistato da anni… conto di finire entro autunno. Montare, postprodurre, musicare è lavoro stimolante e davvero complesso … Non sto facendo soltanto quello; diverse vicende personali e professionali mi impegnano comunque altrove e in altre aree. It’s coming, anyway…

a cura di GIANNI MARTIN