
Tinkara Kovac
Enigma
(Numar 1/Udine – Dallas Records/Slovenia)
Album quadrilingue (italiano, friulano, inglese e sloveno) di 9 brani, bonus track e videoclip
Ricomprende brani di Tinkara:
2 da “O*range”, 1 in inglese ed 1 in sloveno
1 dal precedente “Na Robu Kroga”, in sloveno
1 da “O*range” riarrangiato x orchestra d’archi e percussioni da Sivilotti, e tradotto in friulano, che Tinkara ha cantato e registrato ex-novo con l’orchestra Mikrokosmos ed Ars Atelier, del FVG
2 dai suoi primi 2 album, di cui 1 tradotto in friulano ed 1 con testo originale (in sloveno), sempre riarrangiati x orchestra d’archi e percussioni da Sivilotti e cantati & registrati ex-novo con l’orchestra Mikrokosmos ed Ars Atelier del FVG
1 dal suo secondo album, riarrangiato e ri-registrato solo pianoforte & voce (Tinkara e maestro Sivilotti)
1 dal vivo al festival “ Canzoni di Confine 2004 “: si tratta di una splendida cover chitarra-voce-flauto di “Madame Guitar”, pezzo poco conosciuto ma molto bello di Sergio Endrigo, ovviamente in italiano
1 nuovo, inedito, full band, con aggiunta di archi delle due orchestre sopra citate, in italiano; si intitola “Quello Che” ed è un pò il singolo dell’album, nonostante si tratti di un progetto particolare e non con una logica da singoli radiofonici o pretese commerciali
bonus track c’è la versione orchestrale registrata sempre dal vivo a Canzoni di Confine 2004 della medesima “Quello Che”, nonché 1 traccia video con il videoclip di “ Tam Ne” da “O*range”.
Le note di copertina saranno tutte quadrilingui.
Il booklet, copertina, design ed artwork sono opera della illustratrice friulana Luisa Tomasetig.
Enigma: la nota di copertina del disco firmata da Tinkara Kovac
Probabilmente è iniziato tutto ancora all’epoca del Conservatorio, quando facevo fatica ad immaginarmi come quindicesimo flauto di una qualche orchestra oppure a cantare arie all’opera – i cosiddetti studi classici, certo, ma quello che mi affascinava era ben altro. Forse è per questo motivo che ora, a distanza di tanti anni, mi ritrovo sempre a sorridere di fronte alla constatazione di quanto tutti noi musicisti dell’ area pop-rock troviamo altrettanto affascinate e sempre nobile e prestigiosa la sfida di travestire le nostre canzoni in arrangiamenti orchestrali. Ed è stata appunto questa la ragione per cui ho risposto ben volentieri di si all’invito a cantare alcuni dei miei pezzi accompagnata da un’orchestra per la rassegna Canzoni di Confine. In seguito siamo andati anche oltre, ed è nata l’iniziativa di registrare un album intero in questo contesto, per collegare il mio mondo musicale “solito” al legno, ai tasti ed all’anima di un’orchestra italiana.
Abbiamo quindi “decodificato” il linguaggio del rock in linguaggio orchestrale – “codificato” i testi sloveni in friulano (una lingua per me del tutto nuova ma indubbiamente ricca e melodica), in italiano, una lingua che conosco praticamente da sempre, ed in inglese, che in un modo o nell’altro si intreccia spesso alla mia musica – al “cifrario” dei suoni della musica classica abbiamo affiancato del materiale dai miei ultimi due album, ed in un brano nuovo abbiamo “stabilito una connessione” tra dei violini italiani e la mia band – e per finire abbiamo registrato, disegnato ed assemblato il tutto in una specie di “Sloveno-Friulan Connection”.
Perciò forse questo album può essere addirittura di più di quella bizzarra macchina inventata dai tedeschi nel secolo scorso per criptare e decodificare i messaggi segreti. La chiamarono Enigma, e la usarono per scopi bellici – io l’ho idealmente presa a prestito per dei fini certamente ben diversi: capirsi attraverso la musica su entrambi i versanti di quel confine che scorre a pochi chilometri da casa mia, e su tutti i versanti delle pareti divisorie tra i generi musicali.
Ecco, se è questo il mio enigma, allora certamente la soluzione mi piace.
Tinkara Kovac

Claudio Costantino








Anteprima del commento