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Lavorare con lentezza. Nel film Area interpretati da Afterhours

Il film di Guido Chiesa è stato proiettato al Festival del Cinema di Venezia il 4 settembre. E' dedicato a Radio Alice ed al 1977... Nel film anche gli Area, interpretati da Afterhours che ripropongono "Gioia e Rivoluzione". Il brano è uscito in un CD singolo contestualmente al festival cinematografico.

Lavorare con lentezza. Radio Alice 100.6 MHz” (Italia 111′), il film diretto da Guido Chiesa (con Claudia Pandolci, Valerio Mastandrea, Tommaso Ramenghi e Marco Luisi) è una delle tre pellicole italiane in concorso al Festival del Cinema di Venezia. E’ stato proiettato a Venezia il 4 settembre. Sarà nelle sale cinematografiche italiane a partire dall’8 ottobre.
Il film (sceneggiatura di Guido Chiesa e collettivo scrittori anonimiWu Ming) è  la storia di Radio Alice, l’emittente libera del movimento studentesco e degli autonomi. E’ anche la storia di una stagione di fine anni Settanta.
Io stesso - mi sia consentita una digressione - in quell’epoca mi occupavo di radio (con programmi per un’emittente napoletana). Niente a che fare con la politica, con la contestazione, ma focale sulle nuove sonorità nell’aria… Eppure  respiravo “libertà”. L’inebriante, eccitante  piacere della libertà di dire e proporre, di dialogare, coinvolgere gli ascoltatori…
Insomma anche questo, credo, emerga, dal  film.
Radio Alice è già stata oggetto di un documentario  di Chiesa (”Alice è in Paradiso“) e di un libro (”Alice è il diavolo“, con a corredo del libro, un cd audio che contiene una scelta  di registrazioni dalle trasmissioni dell’emittente) curato da Bifo - membro del collettivo Radio Alice -  e Gomma -  uno degli animatori della scena cyberpunk e hacker italiana, ed esperto di storia dei movimenti - (Edizioni Shake - e-mail: info@shake.it) .
Ma torniamo al film di Chiesa: in evidenza, al di là delle tematiche, anche la colonna sonora con le musiche originali di Teho Teardo.
“La cultura musicale di Teho, la sua affidabilità professionale e la sua capacità di lavorare con i campionamenti sono queste caratteristiche - sottolinea il regista - che mi hanno spinto a voler lavorare con questo musicista di Pordenone che ha iniziato suonando una lavatrice. E proprio di rumori è principalmente composta la sua colonna sonora, che vede tra gli altri impegnati il grande violoncellista Erik Friedlander (collaboratore fisso di John Zorn) e il bassista Mark Beazley dei Rothko”.
Ma il film prevede anche brani suonati da Frank Zappa, Tim Buckley (”dovevo decidere tra Sea Song di Robert Wyatt e questo brano di Buckley spiega Guido Chiesa -una lotta tra giganti della musica popolare di ricerca. Ho scelto il musicista americano perché Wyatt lo metterò in un altro film. E poi perché è sacrosanto che molti neofiti scoprano di che pasta era il padre di Jeff)…
Ci sono brani di un musicista da scoprire, Gianni Gebbia,  del  cantautore pugliese Enzo De Re. Dal suo brano prende il titolo il film. Dice Chiesa in proposito: “La musica di Enzo Del Re è la quintessenza delle contraddizioni degli anni ‘70. Con Wu Ming ci siamo battuti come leoni, e contro ogni logica di marketing, per intitolare il film come la sua canzone. E non solo perché Radio Alice apriva così le sue trasmissioni…”.
C’è anche una chicca, nel film e nella colonna sonora. Ad un certo punto si vedono gli Area in concerto (suonano “Gioia e Rivoluzione” durante una manifestazione a sostegno di Radio Alice). Ad interpretarli la band di Demetrio Stratos sono gli Afterhours (”Afterhours - commenta sempre il regista del film -  ha fatto la ’sua’ Gioia e rivoluzione, citando gli Area, senza stravolgerli ma anche senza tentare di copiarli. Poi Manuel, dal vivo, ci ha messo tutta la sua grinta…”).
Il 3 settembre (il giorno prima della proiezione del film nella città laguna) è uscito il singolo “Gioia e Rivoluzione” degli Afterhours (Mescal). Nel disco sono presenti tre cover: “Gioia e Rivoluzione” (Area 1975, inclusa in due versioni: la video version e la film version), “La Canzone di Marinella” (Fabrizio de Andrè 1964 ) e La Canzone Popolare (Ivano Fossati 1992). Il videoclip degli Afterhours è diretto dallo stesso Guido Chiesa. Il 3 settembre gli Afterhours hanno suonato a Bologna, al Festival dell’Unità, nel concerto che ha chiuso la loro tournée estiva. Le energie della band  sono ora tutte concentrate nelle realizzazione del nuovo album in uscita per il 28 gennaio 2005.

G.Me.

LA TRAMA DI LAVORARE CON LENTEZZA
Bologna, 1976. Radio Alice è la radio del movimento studentesco: fantasia, rifiuto del lavoro salariato, libertà sessuale e provocazioni culturali. Un mondo estraneo ai tutori dell’ordine e ai “bravi cittadini”, ma anche alla maggioranza dei ragazzi delle periferie.
Come a Safagna, periferia Sud. Due ragazzi sui venti, Sgualo e Pelo, possono solo sognare una via d’uscita dal quotidiano grigio e opprimente. Qualche volta per ovviare alla cronica mancanza di denaro fanno qualche “lavoretto” per un ricettatore locale, Marangon.
Questa volta, però, Marangon propone loro qualcosa di diverso… scavare un tunnel nel sottosuolo del centro. Obiettivo: la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti.
I due, non senza tergiversare, accettano la rischiosa impresa.Ma, si sa, lavorare stanca. E per vivacizzare le lunghe ore notturne di “lavoro”, i due portano nel tunnel una radiolina. Contro ogni logica, trovano una stazione: Radio Alice. Il “flusso creativo” dell’emittente diviene la colonna sonora dei colpi di piccone.
Una notte Pelo e Sgualo decidono di andare alla sede dell’emittente e…
Inizia così per i due ragazzi l’avventura in un mondo nuovo, eccitante. Nel giro di pochi mesi scoprono musiche mai udite prima, conoscono la possibilità inebriante della comunicazione libera.
E’ una situazione, però, destinata a non poter durare. La sfida rappresentata da questa crescente massa di giovani che rifiutano il lavoro e le istituzioni, che non sognano il posto fisso, né di farsi famiglia e consumare, è troppo rischiosa per un sistema vacillante.
Quando un carabiniere uccide uno studente durante dei tafferugli all’università, la rivolta a lungo covata esplode in tutta la sua tragica violenza. Radio Alice ne è la colonna sonora. Dopo due giorni di scontri e barricate, la radio viene chiusa, accusata di aver diretto gli scontri via etere.
I ragazzi hanno perso la radio, gli amici, le donne. L’appuntamento con la Storia, forse. Ma la sensazione di averci provato, quella lì non li abbandonerà più.
In attesa di provarci di nuovo.

IL TESTO DI “GIOIA E RIVOLUZIONE”
(Area - album “CRAC” 1975)

Canto per te che mi vieni a sentire
suono per te che non mi vuoi capire
rido per te che non sai sognare
suono per te che non mi vuoi capire
Nei tuoi occhi c’è una luce
che riscalda la mia mente
con il suono delle dita
si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
Il mio mitra è un contrabbasso
che ti spara sulla faccia
che ti spara sulla faccia
ciò che penso della vita
con il suono delle dita si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare

 

 

Speciale Supereva sulla Mostra del Cinema di Venezia
http://notizie.supereva.it/speciali/venezia_61/