Questo sito contribuisce alla audience di

Antonello Cresti racconta la summer of love

Il libricino "U.K. on acid" avvia alla scoperta della musica psichedelica inglese. L'autore sta ora lavorando ad una corposa opera a più mani sulla psichedelia.

U.K. ON ACID
Viaggio attraverso la Summer of love inglese
di Antonello Cresti
Jubal Editore

Il “jubalino” (così si intitola la collana di questi libricini economici) del musicologo/musicista Antonello Cresti è un’esplorazione della musica psichedelica inglese e non solo, che spinge a riscoprire la parte sommersa di quell’iceberg che è il pop psichedelico inglese, oltre le band maggiormente note come Pink Floyd e Beatles. Un libricino breve, una sorta di Bignamino della psichedelia, per un primo approccio che però facilita gli approfondimenti.

Recuperando l’anima intima e originale del technicolor dream di un’intera generazione, Antonello Cresti con “U.K. on acid“, esplora sia le formazioni classiche (Blossom Toes, Tomorrow…) che gli sperimentatori, il Sunshine Pop e i “miscugli magici” (Arcadium, Donovan…), rispolverando gli album di esordio degli insospettabili Bee Gees, Status Quo, Zombies, fino ad un provocatorio raffronto con la musica underground statunitense.

Cresti insomma porta l’attenzione su band e autori inglesi determinanti per la storia della musica ma per lo più sconosciuti al pubblico italiano e soprattutto (”colpevolmente”) alla critica.

Intento dichiarato dell’autore è quello di “incuriosire un pubblico potenziale verso una serie di progetti di valore assoluto, che, a dispetto del loro inconfutabile fascino, risultano di ardua reperibilità. Concepiamo dunque questo lavoro come un modesto ’servizio’ nei confronti di coloro che provano grande fascino verso una parola svuotata di ogni significato come appunto è il termine psichedelia”.

A quanto ci risulta è in cantiere un importante saggio a più mani sulla psichedelia, probabilmente pubblicato dai tipi di Stampa Alternativa, a cui collaborerà anche Antonello Cresti.

“In principio - annota Cresti - furono i Beatles. Furono quei quattro ragazzi di Liverpool a catapultarmi nel mondo sensoriale (la psichedelia) ed a farmi capire la mia reale appartenenza geografica… all’inizio del 1967 i Beatles avevano già trovato il paradiso a pochi passi da casa, sull’onda del ricordo”.

Cresti che, come musicista, si ispira a quei suoni caleidoscopici, porta avanti il “Nihil Project“, un duo di sperimentazione su ogni latitudine che ha già pubblicato “Il tramonto dell’Occidente” e “Paria”, il nuovo album denso di collaborazioni, distribuito da Materiali Sonori, che sprizza energia lisergica da tutti i pori.