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Snowdonia: "Basta dischi in inglese!"

L'underground messinese rifiuta la lingua di Shakespare e dei Beatles. Da ora in poi - annuncia l'etichetta discografica - solo dischi strumentali ed in italiano. Ci viene in mente la pubblicità in cui si vede Gandhi su un megaschermo in piazza, in tv, nei satelliti, nei pc.Che c’entra Gandhi con Snowdonia? Nulla, ovviamente, se non una comune vocazione al martirio.

Snowdonia, l’etichetta discografica del “profondo sud”, che scava nell’underground, nel sotterraneo anche delle nostre menti, vuole a tutti i costi andare controcorrente. Altrimenti che underground sarebbe?

Se il mondo si globalizza, si internazionalizza, si “satelliterizza”, si “internetizza”, trovando un idioma comune che è nell’inglese, loro decidono per l’appunto di andare controcorrente. Basta inglese!

Ma come, alla radio ci propinano solo dischi in inglese… E al cinema di che Paese sono la maggior parte delle pellicole, dei kolossal?

Niente – dicono i discografici di Snowdonia - basta inglese, almeno nel sotterraneo.

L’etichetta messinese ha deciso di incidere solo dischi cantati in italiano. Basta canzoni nella lingua di Shakespeare e dei Beatles. La decisione farà discutere?

Ma figuriamoci! Dal sommerso fino ad arrivare a galla, ce ne vuole.

Chi vorrete che si accorga di questa svolta “epocale” del piccolo mondo di Snowdonia, di Alberto e Cinzia…

E’ un segno dei tempi. E’ un piccolo gesto per far discutere di “omologazione culturale”, di “globalizzazione” ed anche di radici (anche di quelle culturali), di tradizioni forse… al Sud sentite più che altrove (forse).
Ci viene in mente la pubblicità in cui si vede Gandhi su un megaschermo in piazza, in tv, nei satelliti, nei pc. La domanda (pubblicitaria): «Se avesse potuto comunicare così, oggi che mondo sarebbe?».

Nello spot, Gandhi dice in inglese: «If you want to give a message it must be a message of Love, it must be a message of Truth. I want to capture your hearts. Let your hearts clap in unison with what I’m saying. A friend asked yesterday, did I believe in one world? How can I possibly do otherwise, of corse I believe in one world». (Traduzione: «Se volete dare un messaggio, deve essere un messaggio di amore, deve essere un messaggio di verità. Voglio catturare i vostri cuori. Fate battere i vostri cuori all’unisono con quello che dico. Ieri un amico mi ha chiesto se credessi davvero in un mondo unito. Come potrei fare altrimenti? Certo che credo in un mondo unito»).
A dire il vero il testo del discorso originario, tenuto il 2 aprile 1947 alla Conferenza Interasiatica di New Delhi, diceva invece «If you want to give a message again to the West» («Se volete di nuovo dare un messaggio all’Occidente»)…

Che c’entra Gandhi con Snowdonia? Nulla, ovviamente, se non una comune vocazione al martirio.

Una domanda, in chiusura, a Cinzia (La Fauci): ma dischi in dialetto, in vernacolo, li pubblicherete? Giusto per scendere giù, giù alle radici. Giù, giù nel più profondo underground…

G.M.

IL COMUNICATO SNOWDONIA

Snowdonia, nelle persone di Alberto Scotti e Cinzia La Fauci, vi disturba brevemente per farvi sapere che la decisione è presa. Da questo momento non pubblicheremo più alcun cd che non sia cantato nella lingua madre del cantante o della cantante. Continueremo, ovviamente, a pubblicare cd strumentali e pubblicheremo anche il nuovo dei Larsen Lombriki che è cantato in lingua inglese (l’eccezione è dovuta al fatto che il cd in questione era pronto da molto tempo).

Dietro questa “svolta” non si nasconde alcuna scelta strategica di mercato (anche perchè passare da 20 a 30 copie vendute non ci farebbe esattamente fare un salto di qualità nella scala sociale) e probabilmente neanche filosofica (su questo non ci giurerei ma lasciamo ai veri filosofi il compito di indagare).

Siamo semplicemente (?) stufi della lingua inglese.

Cinzia e Alberto