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Acqua Fragile Project: genesi di un sogno

Franz Dondi, componente storico della formazione cult degli anni 70, ci racconta della nuova band. Come nasce una chimera, l'incontro con i nuovi componenti della formazione, con cui condividere il sogno e la sua concretizzazione

Quando mi accorsi, qualche tempo fa, che la musica dell’Acqua Fragile riusciva a penetrare, a coinvolgere, facendoli pensare, la sensibilità e i gusti dei giovani d’oggi, un tuffo al cuore mi prese, lasciandomi letteralmente senza respiro per la giusta riconoscenza, anche se minima e a distanza di anni, che finalmente arrivava, muovendo in me brividi antichi, profondi, mai sopiti.

Il desiderio di riformare la storica band che negli anni ’70 fece musica ed esperienze di alta qualità non mi aveva abbandonato nemmeno per un attimo ma sapevo che il tempo trascorso da quel lontano periodo poteva avere giocato in modo diverso dal mio nella mente e nel cuore dei compagni di viaggio di allora, infatti; il tentativo di ripescare l’antico amore falliva miseramente nel momento in cui chiesi loro di riattivarsi nel merito.

Ecco le motivazioni: 

      -    chi troppo impegnato in storie completamente avulse al mondo della musica da considerarla                     una passione per il tempo libero,

chi trova il riesumare le espressioni di un epoca ormai lontana una operazione inutile e senza senso,

chi lavora ancora nel campo della musica ma è troppo impegnato per accollarsi l’onere di nuovi impegni,

      -     chi invece pur disponibile si vede e si sente non più idoneo fisicamente…

insomma tutto lascia presagire l’impossibilità realizzativa del “desiderio”, ma io non mollo sento che forse ci sono ancora delle carte buone da giocare e la partita, come periodo storico, sta tornando interessante e sono proprio questi giovani che messi al corrente dell’idea mi spronano dicendomi di non cedere perché la qualità della musica che facevamo è senza tempo e senza confini e che tanta gente oggi avrebbe voglia di riascoltare. Io ci credo e muovo al coinvolgimento di elementi motivatamente e tecnicamente validi alla realizzazione di questa nuova identità artistica; ACQUAFRAGILE prooject.

Incontro per primo Alessandro Ricci splendido chitarrista cantante; giovane negli anni ma ricco di esperienza e di gusto.

Poi prevedendo la difficoltà insita nel nostro genere, “cantare a tre voci in inglese non è cosa alla portata di tutti” e cercando chi potesse avere la capacità di fare le parti vocali cosidette “alte” mi orientai verso l’idea, per me nuova (ora posso dire felice), di cercare una donna… e la trovai, una sera nella mia birreria “La Corriera Stravagante” parlai di tutto ciò con Rossella “Ross” Volta, carattere forte e voce da paura e subito, nel breve volgere di un attimo, mi disse che si sentiva onorata di entrare nel progetto e che avrebbe lottato senza tregua per realizzarlo.

Chiamai alla voce principale Giampaolo Bertuzzi già cantante degli indimenticati Shout! (gruppo dedicato esclusivamente alla musica dei Beatles vincitore nel ’95 a Trento su 400 band in una manifestazione dedicata ai Fab Four. Premiati con una settimana a Londra) e anche Sandro Ravasini (Shout!, Riccardo Fogli e tanti altri) venne tra noi con la sua fantastica batteria allettato dall’idea di fare musica di un certo spessore.

L’organico stava prendendo forma, mancavano però ancora dei tasseli giudicati dal sottoscritto indispensabili (un’altra chitarra e le tastiere) ma l’ottimismo non mancava e dopo qualche tentativo infruttuoso ecco apparire all’orizzonte un fantastico giovane: Alessandro Sgobbio musicista completo e virtuso delle tastiere, impegnato su diversi fronti; conservatorio, scuola di jazz e università anche lui amante del genere prog e felicissimo di partecipare all’operazione.

Per Michelangelo Ferilli, altra chitarra straordinaria, esperto di cori e d’informatica, a lui dobbiamo il nostro splendido e visitabile sito http://acquafragile.altervista.org e il mio personale www.franzdondi.com (dove si tratta di arte ma non di musica ) si dovette aspettare ancora un pò ma alla fine le nostre strade s’incontrarono e fu amore a prima vista.

Dopo il primo concerto tenuto dall’ACQUAFRAGILE project in settembre dell’anno scorso al teatro Magnani di Fidenza il Giampaolo Bertuzzi per motivi personali abbandona il gruppo e viene sostituito da Alan Scaffardi.

Il progetto prende forma: la prima fase ci porta a riproporre gli stilemi classici della musica propriamente detta progressiva dell’Acqua Fragile, la seconda fase deriva dalla necessità di esistere che è propria di ogni gruppo; ossia suonare: se suoni esisti se non suoni ti sciogli, onde per cui attendendo tempi maturi per la nostra vera espressività ci dedichiamo comunque con somma passione e altrettanto divertimento alla ”storia del rock”, La terza fase, detta creativa, è l’ultima e più importante, prevede la produzione di brani nuovi e la effettiva dimensione futura.

Il concerto che terremo al Theatro del Vicolo la sera del 12 Marzo lo dedicheremo al risveglio dell’epopea rock, un’epoca probabilmente non finita ma effettivamente soggetta a cedimenti ed assopimenti.

 

Franz Dondi

 

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