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A Radioscrigno, i Nomadi raccontati da Ranalli

Domenica 10 aprile alle 23.30 Radioscrigno intervisterà Antonio Ranalli (autore del libro "1965 - 2005 Canzoni senza patria e senza tempo"), alla ricerca di curiosità e 'scrignate'

R ADIOSCRIGNO - Domenica 10 aprile 2005 - ore 23.30 su Radiouno

Con Dario Salvatori, Timisoara Pinto, Cristina Zoppa, Elisabetta Malantrucco
Regia: Nella Ottolenghi

In occasione dell’uscita del libro “1965-2005. Canzoni senza patria e senza tempo”  (Editori Riuniti, collana “Momenti rock” diretta da Ezio Guaitamacchi) domenica 10 aprile alle 23.30 Radioscrigno intervisterà l’autore, il giornalista Antonio Ranalli, alla ricerca di curiosità e scrignate sul “corpo estraneo” della musica italiana, tanto per parafrasare il titolo del loro ultimo disco. Dall’archivio, invece, spunteranno fuori le voci, prima fra tutte quella di Augusto, ed esecuzioni dal vivo per programmi come “Via Asiago Tenda” e “Un disco per l’estate”. Un viaggio da “Dio è morto” (riproposta nelle versioni di Ornella Vanoni e Ligabue) a “Oriente

Sempre Nomadi. Forse perché fare il musicista significa anche un po’ viaggiare, vagabondare, e non solo con il corpo. Fare il musicista vuol dire liberare le idee, vagare con la mente e rincorrere i propri sogni, non fermarsi mai nello stesso posto o nell’anticamera delle proprie pulsioni. L’avventura dei Nomadi prosegue a furor di popolo da quarantadue anni. Quaranta, dal punto di vista discografico. Nemmeno la scomparsa del leader Augusto Daolio, una delle figure più carismatiche che il pop-rock abbia mai espresso, ha arrestato il flusso epocale di canzoni senza patria e senza tempo.

NOMADI
1965 - 2005 Canzoni senza patria e senza tempo
di Antonio Ranalli
Prefazione di Gaetano Curreri
Euro 18
Per ogni copia venduta verrà devoluto 1 euro alla Fondazione Nomadi per la solidarietà