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L'Università di Pavia-Cremona studia il prog

A Cremona dal 20 al 22 ottobre si tiene il convegno internazionale intitolato "Composizione e sperimentazione nel rock britannico: 1966-1976". Il consesso è organizzato da Gianmario Borio e da Serena Facci per conto della Facoltà di Musicologia dell'Università di Pavia/Cremona. Corpose e dotte relazioni ed un workshop musicale con un inedito trio italo-inglese

Hugh Hopper
bassista dei Soft Machine
suonerà nel workshop cremonese

COMPOSIZIONE E SPERIMENTAZIONE NEL ROCK BRITANNICO (1966-1976)

CREMONA 20-22 ottobre 2005

Convegno a cura della Facoltà di Musicologia dell’Università di Cremona, organizzato da Gianmario Borio e Serena Facci, con il patrocinio di IASPM –Italia e la collaborazione di Comune di Cremona, Provincia di Cremona, Fondazione Walter Stauffer

http://musicologia.unipv.it/convegno-rock

PRESENTAZIONE

Negli ultimi anni è emerso un forte interesse per quell’insieme eterogeneo di correnti alle quali viene generalmente attribuita l’etichetta progressive rock. A partire dall’esperienza di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1967), molti gruppi britannici cominciarono a mettere in questione i canoni della canzone blues e della ballata. Nacque il concept album - un long playing formato da una serie di pezzi di diversa lunghezza (cantati o puramente strumentali) collegati mediante un’idea di fondo o relazioni musicali. Questa innovazione sul piano formale è indice di un generale mutamento del senso e delle finalità della musica giovanile. Esso coinvolge anche altri piani: impiego di armonie inusuali, inedite mescolanze timbriche (con strumenti estranei alla tradizione del rhythm ‘nd blues), uso di apparecchiature elettroniche, particolari elaborazioni eseguite nello studio di registrazione, citazioni dirette o riferimenti stilistici ad altri generi (musica barocca, classica, d’avanguardia, folk, extraeuropea, jazz), testi e versificazioni non più riconducibili alla musica leggera. In the Court of the Crimson King dei King Crimson (1969), Volume Two dei Soft Machine (1969) Atom heart mother dei Pink Floyd (1970), Aquiring the taste dei Gentle Giant (1971), Foxtrot dei Genesis (1972) sono tra le prime, più note, testimonianze di questa svolta. Sebbene non sussista il tipico rapporto partitura-esecuzione e la componente di scrittura svolga una funzione assai diversa a seconda dei casi, ci troviamo di fronte a un atteggiamento creativo simile a quello del compositore nella tradizione scritta. In alcuni gruppi (Soft Machine, Henry Cow per esempio) emerge una spinta sperimentale che li mette in relazione al free jazz o alla composizione d’avanguardia.

Il crescente interesse per il progressive rock riguarda il mondo giovanile in generale, che percepisce in questo settore l’origine di molta produzione attuale, e quello accademico, che ha accostato al tradizionale approccio storico le metodologie provenienti dalle discipline antropologiche e dai cultural studies. Gli storici della musica del Novecento trovano spunti di riflessione in creazioni in cui si uniscono composizione, trattamento elettronico e improvvisazione con materiali diversi ma con un atteggiamento analogo a quello che riscontrano nella musica di avanguardia; gli studiosi di popular music vedono in queste creazioni le testimonianze di una fase cruciale e per certi versi eccezionale.

Si focalizzerà l’attenzione su un ambito particolare dell’universo progressive, quello più strettamente collegato all’innovazione sonora e ai suoi riferimenti culturali e politici. Il convegno è inteso anche come momento di confronto tra esperti della composizione novecentesca e studiosi di popular music.

PROGRAMMA
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20 ottobre 2005

ore 9,30 Cremona, Museo Civico “Ala Ponzone”, Sala Puerari

Apertura dei lavori

ore 10.00-13.00

Il paesaggio culturale

Chairman: Maurizio Agamennone (Università di Firenze)

John Covach (University of Rochester/Eastman School of Music), The Hippie Aesthetic: Cultural Positioning and Musical Ambition in Early Progressive Rock

Franco Fabbri (Università di Torino), Non al primo ascolto: il rock inglese dal 1960 al 1967

Veniero Rizzardi (Università di Venezia), Il rock e l’autocritica del compositore

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ore 15.00-18.00 Museo Civico “Ala Ponzone”, Sala Puerari

Nuovi strumenti e nuove tecnologie

Chairman: Giordano Montecchi (Conservatorio di Parma)

Christophe Pirenne (Université del Liège), Romanticism vs Economy: Technologies and the Growth of Progressive Rock

Lelio Camilleri (Conservatorio di Bologna), Loop, trasformazioni e spazio sonoro

Laura Leante (Open University, Cambridge), Aspetti multimediali dell’esibizione concertistica

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21 ottobre 2005

ore 10.00-13.00 Museo Civico “Ala Ponzone”, Sala Puerari

Tecniche compositive

Chairman: Marco Mangani (Università di Pavia)

Mark Spicer (Hunter College of the City University of New York), Foxtrot dei Genesis

Allan Moore (University of Surrey), Octopus dei Gentle Giant

Vincenzo Caporaletti (Università di Macerata), Third dei Soft Machine

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Ore 17.00 Palazzo Cittanova

Work-shop

“Le procedure compositive nei gruppi di progressive rock”

con Chris Cutler (Henry Cow) batteria, Hugh Hopper (Soft Machine) basso elettrico , Antonio Pagliuca (ex Orme) tastiere.

Ci si puo’ iscrivere (gratuitamente) attraverso il sito

http://musicologia.unipv.it/convegno-rock.

E’ prevista la traduzione simultanea dall’Italiano all’inglese e viceversa.