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Etichette prog: BTF. Tra le novità dvd live dei Maxophone

Proseguiamo il nostro approfondimento sulle etichette discografiche, puntando ora la focale su BTF che sta proponendo molte novità anche come label (oltre che come distributore e preciso punto di riferimento per le vendite on line) Ci interessa molto comprendere come sta evolvendo il mondo discografico italiano dedicato al rock progressieo ed il rapporto con gli appassionati.

Maxophone:
From cocoon to butterfly
CD + DVD

Cosa sta accadendo dopo la “frenata” di Mellow Records? Puntare o no sui Dvd? Spazio ai giovani?Come sta cambiando il prog? Sono questi alcuni degli interrogativi che sottoponiamo a Matthias Scheller, nella veste di direttore artistico della label milanese BTF..

La chiacchierata con Scheller offre parecchi interessanti spunti di riflessione.

Tra l’altro ci sottolinea anche le novità BTF, tra cui una molto succulenta: l’imminente uscita di un cofanetto dedicato ai Maxophone con un cd di inediti ed un dvd con le immagini di un loro concerto del 1976 che sembrerebbe essere davvero strepitoso.

Si intitola “From cocoon to butterfly” dei Maxophone ed è una confezione particolare su etichetta MUVIART contenente CD+DVD (VM 100 A-B/MVA), distribuito da BTF con incluso libretto che riassume la storia del gruppo milanese con foto dell’epoca. Nel CD sono presenti 10 brani recuperati da registrazioni demo, tra cui 4 tracce inedite.Tutti i brani sono stati rimasterizzati.
Il DVD contiene la registrazione presso gli studi Rai di Torino del 1976 di un breve concerto, più un bonus video della registrazione live di un brano effettuata nel 2005 presso gli studi di Radio Popolare. Completano il DVD le interviste a tutti i componenti del gruppo.
Il DVD è disponibile nei formati PAL e NTSC.

http://www.maxophone.it/exindex.htm

L’INTERVISTA A MATTHIAS SCHELLER DI “BTF”

Come e quando nasce BTF? Tu quando sei entrato in “squadra”?

BTF è l’evoluzione “tecnologica” che ha segnato l’entrata in internet della storica label milanese chiamata Vinyl Magic, una delle primissime a ristampare i nomi di culto del prog italiano anni settanta. Io sono entrato tre anni fa circa, inizialmente con mere funzioni di supporto nel campo promozionale, mentre nel tempo sono diventato responsabile per le scelte artistiche, i rapporti con artisti ed etichette, le pubbliche relazioni in genere.

La label si è caratterizzata con le ristampe di album cult di una stagione. Ci indichi le più recenti produzioni realizzate ed in cantiere?

A parte la ristampa di due bellissimi e introvabili dischi degli Stormy Six, del secondo lavoro di Ivano Fossati, abbiamo pubblicato anche dei gruppi nuovi come il debutto degli Ubi Maior e il secondo disco dei milanesi Psychonoesis. Come ristampe prossimamente uscirà la ristampa in MiniLP dei Triade, di Uno (uno spin-off degli Osanna), degli Alusa Fallax e, per l’inizio del 2006 le rimasterizzazioni di altri importanti lavori di quei tempi. Ma abbiamo anche in distribuzione esclusiva il doppio CD dei Raminghi, prodotto dal loro bassista-fondatore Franco Mussita, un bellissimo lavoro. Attualmente stiamo lavorando a tre ulteriori progetti abbastanza importanti, ve ne posso anticipare uno: si tratta di un cofanetto dedicato ai Maxophone con un CD di inediti e un DVD dal vivo di un loro concerto del 1976 semplicemente strepitoso.

Il panorama discografico italiano sta mutando e si va, tra le label “storiche”, acquisendo (spartendo) gli spazi in un certo qualmodo lasciati liberi da Mellow Records. Noto che avete aperto il catalogo al new prog…

Sicuramente la frenata della Mellow è stata un brutto colpo per molti gruppi che dall’oggi al domani si sono trovati senza un punto di riferimento discografico importante. Noi stiamo lavorando in punta di piedi, anche perché un catalogo mammut di centinaia di gruppi nuovi come ha fatto la Mellow è un risultato straordinario, che resterà sicuramente unico, un primato che nessuno in Italia riuscirà a scalfire. Comunque siamo sempre alla ricerca di qualcosa di stimolante – che sia prog classico o sperimentale - e invito fin d’ora i gruppi a mandarci il loro materiale.

C’è anche un accordo di BTF con Immaginifica , l’etichetta di Di Cioccio… si punta anche alle sinergie?

Non ci crederai, ma l’ambiente dei discografici prog in Italia è molto più sereno di quello che può sembrare, siamo tutti legati da un rispetto reciproco e siamo ben consapevoli che una guerra non avrebbe nessun senso. Se poi ogni tanto i rapporti possono concretizzarsi in qualcosa di più, ben venga. Il rapporto con Immaginifica è ottimo, e mi sembra importante sottolineare che Franz mantiene una autonomia assoluta nelle scelte sulla sua label. Tra le altre cose prestissimo dovrebbe uscire il nuovo lavoro della Maschera di Cera, proprio per Immaginifica.

I vostri cd si pongono in risalto anche per l’accuratezza delle confezioni, con un package molto bello. Però non avete scelto, a differenza di altri (in primis i giapponesi) alla riproduzione degli originali…

Diciamo che crediamo di avere trovato un buon compromesso, quasi sempre le nostre grafiche rispettano al cento per cento l’originale, mentre in altri casi (per esempio quando l’originale non aveva un fold open cover) cerchiamo di aggiungere qualcosa al prodotto mantenendone intatto lo spirito. Pensa che con i Mini-Lp Sleeve mettiamo un Obi apposito proprio per non rovinare le copertine con i codici a barre! I libretti accuratissimi mi sembrano un atto dovuto all’acquirente che ha il diritto di sapere qualcosa in più di gruppi usciti oltre trent’anni fa. Se poi uno vuole la fedeltà assoluta, c’è sempre Ebay dove può comprare l’originale. Mi rendo conto che sulla scelta dei mini-lp sleeve ci sono state molte polemiche, come direttore artistico nonché ai tempi fautore di questa scelta credo sia l’unica strada per ricreare un prodotto che oltre ai contenuti musicali rappresenti anche un oggetto, ci piace l’idea di ricreare - anche se artificialmente - il rapporto tattile con il supporto, soprattutto in tempi dove l’originale è riservato a pochi fortunati, visti i prezzi.

E il vinile come va?

Per ora abbiamo fatto una manciata di produzioni di nostre licenze per delle aziende estere. E’ una nicchia interessante ma completamente estranea al pubblico che di norma compra i nostri CD.

Al di là di alcune produzioni (penso ai DVD del Biglietto per l’Inferno) non avete ancora puntato sul DVD, a differenza di altre etichette. Non siete ancora convinti di questo supporto?

Siamo convinti che il DVD per i prossimi anni sarà un supporto fondamentale. Non per nulla abbiamo già fatto due produzioni DVD con il Biglietto, curato indirettamente quello degli Osanna, mentre fra poco esce quello dei Maxophone e non è detto che per il 2006 arrivi anche altro. Il problema è che un progetto video se fatto decorosamente è ancora molto costoso, non è facile reperire del materiale davvero interessante e ancora più difficile è ricostruirne i diritti. Il tempo che prende il DVD è almeno cinque volte tanto quello di un CD.

BTF ha anche un negozio a Milano ma non punta del tutto sul prog… lavorate molto con Internet ed avete una clientela soprattutto straniera… Il web, si sa, accorcia le distanze… ma in Italia non sembra esserci analogo interesse… o sbaglio? Difficile vendere la musica immaginifica?

In Italia purtroppo regnano il disinteresse, l’ignoranza musicale, l’esterofilia. A vendere sono i soliti quattro gatti, spesso neppure una buona ristampa riesce ad avere il riconoscimento che meriterebbe, penso per esempio al nostro Biglietto del Tram degli Stormy Six, un disco fondamentale per capire l’evoluzione di un certo tipo di approccio militante alla musica, ma che certamente ha raccolto molto meno di quello che ci auguravamo. E se comunque l’attività della ristampa qui da noi un minimo senso ancora ce l’ha, il fare musica immaginifica – ovvero di nomi nuovi - necessità una buona dose di follia, ottimismo e visionarietà. Fare musica intelligente, attualmente, in Italia non ha molto senso, e non parlo solo di prog. E’ per quello che bisognerebbe rendere onore ad un’etichetta come la Mellow, che nel bene e nel male in questi anni ha lavorato tantissimo in questo senso.

Tu sei musicista, discografico, conduttore di un programma radiofonico. Conosci bene la scena prog italiana. Come vedi la situazione attuale? Da una parte i gruppi “storici” , dall’altro i giovani che tentanto di scrollarsi di dosso l’etichetta prog. Vedo sempre più spaziare le nuove leve su rock d’autore e sperimentale… Il prog palla al piede?

Un tempo era sicuramente così. Ma da una parte ho notato che rispetto al prog ultimamente c’è una maggiore indulgenza da parte dei critici mainstream (anche perché certi loro fenomeni da loro osannati negli ultimi anni nel prog hanno inzuppato non poco il biscottino, vedi mezza scena post rock, o nomi trendy come Radiohead, Sigur Ros, Air ecc. ecc.). Con BTF siamo recentemente stati al MEI, ricevendo moltissimi attestati di stima dall’ambiente indipendente italiano, cosa che sarebbe stata impensabile ancora pochi anni fa. Inoltre ormai ci sono gruppi prog italiani, che pur attestandosi su vendite bassine, raggiungono comunque cifre che l’affollatissimo indie italiano si sogna… Quello che resta immutabile è l’assoluta incapacità dei gruppi prog di fare il salto della barricata: dici bene quando parli di palla al piede, una volta che sei stato inquadrato come progessivo e peggio ancora esci per una label progressiva sei fregato. Pensa a gruppi come Gatto Marte o Finisterre che in base alla loro proposta e al tipo di produzione dovrebbero vendere ben al di là della nostra scena, ma non lo fanno… da questo punto di vista il prog resta una lettera scarlatta, ovvero una iattura micidiale…

Facciamo un attimo il punto sulla scena europea… In Francia impera Musea… Recentemente è stata presentata a Firenze la nuova etichetta prog inglese Eclectic di Mark Powell con un catalogo di vecchie glorie britanniche. Come vedi iniziative come questa che punta molto sul passato (anche se propone molti dischi novità in catalogo)? Al contrario dei finlandesi Colossus che puntano molto sul new prog…

Puntare sul passato innanzitutto è sicuramente più facile: non devi produrre ma solo rifare, tutto sommato già sai cosa vai ad offrire, un minimo di vendite sono assicurate, insomma il rischio del salto nel buio è minimo. Quindi non meraviglia se anche una etichetta normalmente dedita unicamente a gruppi nuovi, come la Inside Out, abbia iniziato a ristampare Popol Vuh e compagnia bella.

Ma secondo te i cinquantenni di oggi (e ventenni dei 70) comprano i dischi dei gruppi giovani? E perché - se c’è un perché - dovrebbero farlo?

Ci sono sicuramente i cinquantenni che lo fanno, ma sono pochi, e perlopiù progster sfegatati che semplicemente comprano qualsiasi cosa offra il mercato. Il peccato è che manchi completamente il punto di contatto tra acquirente sporadico e nuova leva: sono poche le occasioni per i gruppi nuovi per farsi conoscere, al festival di Lecco di quest’anno i cinquantenni venuti per i grandi vecchi hanno comprato un sacco di CD dei gruppi giovani, semplicemente perché avevano avuto l’occasione di sentirli e saggiarne la qualità, ma è stata un occasione più unica che rara.

Infine, una curiosità. Cosa ascolta in questo periodo Matthias Scheller?

Vado a periodi, dopo la riscoperta della scena minore inglese degli anni settanta, l’approfondimento dei gruppi della ex-Germania dell’Est con la fantastica etichetta Amiga, in questi giorni sto attendendo con ansia due dozzine di dischi di prog turco ordinati a Istanbul. E’ quindici anni che approfondisco il prog e non mi sono ancora annoiato.

a cura di Gaetano Menna

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