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Nema Niko riveste la voce di Raffaello Regoli

Ci siamo innamorati subito - ancor prima di sentirlo - di "No Zeit 7905" , il disco dei veneziani Nema Niko, con la lunga, unica suite "Rivestire la voce".... Un'operazione particolare: predisporre l'abito giusto di note per la voce nuda di Regoli che nel 79 - l'anno della scomparsa di Stratos - rendeva omaggio al vocalist degli Area con un album di ugola e fagotto. Ne è uscito fuori un disco psichedelico, cosmico e "demetrialmente" ispirato

Nel sito dei veneziani Nema Niko (www.nemaniko.it) il suono ripetitivo di un violino ed auto che scorrono. Eppure la loro musica non ti scivola via ma ti avvolge e coinvolge. Ci siamo innamorati subito - ancor prima di sentirlo - del loro disco “No Zeit 7905” con la lunga, unica suite “Rivestire la voce” (Lizard, www.lizerecords.it).. Un’operazione molto particolare. Si è preso un vecchio, particolare disco sperimentale degli anni ‘70, “Spogliare la voce” di Raffaello Regoli. Un disco che era costruito con guizzi e sperimenti vocali sulla linea del grande, indimenticabile Demetrio Stratos (l’album era stato registrato proprio nell’anno della scomparsa del cantante degli Area). Disco di voce nuda, accompagnata solo, in un brano, da un fagotto.

27 anni dopo quella voce nuda è stata rivestita dai suoni. Suoni psichedelici, cosmici (space-kraut-rock) che sono un esperimento sull’esperimento; una coraggiosa operazione su una coraggiosa operazione.

La band ed il vocalist si erano incontrati sul palcoscenico (virtuale e reale) del premio “Omaggio a Demetrio Stratos” (anche questo un atto di coraggio ed un inno alla sperimentazione musicale) indetto da Regoli ed a cui i veneziani hanno partecipato. L’arte, il genio di Stratos come collante tra vecchio e nuovo, ieri e oggi. La voce indossa il suo vestito sonoro, arricchito da un violino elettrico, un basso pulsante. E c’è ancora quel fagotto della memoria (suonato da Franco Perfetti nel 1979).

E’ musica progressive? Forse. Senz’altro è musica atemporale, al di fuori del tempo ed anche dello spazio. Suoni che viaggiano nel siderale o nell’amniotico. Sonorità che ricordano molto i Tangerine Dream e che non sconvolgono il senso del disco iniziale di Regoli. Diciamo che lo stravolgono, lo rendono tutta un’altra storia. Ma sempre, ugualmente affascinante.

Il premio Omaggio a Demetrio Stratos (www.modomusica.com/omaggiods) è giunto alla decima edizione, un traguardo da festeggiare; intanto continua a scandagliare nell’underground e portare a galla frammenti del suono sotterraneo.

Gaetano Menna