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Tony Pagliuca: 60+40

Riflessioni a ruota libera sul doppio compleanno di Tony Pagliuca 60 anni di età, 40 anni di attività. 1946-1966-2006. Lo spunto di questo articolo: le prove di Mestre prima dei concerti di Verona e Guastalla del tastierista

Siamo stati due giorni o poco meno a Mestre per assistere alle prove di Tony Pagliuca con David Jackson, Nic Potter, Tolo Marton e tutta la carovana di musicisti con cui ha suonato a Verona Lugagnano al festival prog, con sicuramente il set più interessante ed innovativo del festival scaligero.

A Mestre, durante le prove svolte in sordina nel piccolo ma accogliente teatro Kolbe con un pubblico di pochi amici ed addetti ai lavori ho consegnato a Tony un simbolico premio alla carriera. Quest’anno festeggia i 60 anni di età ed i 40 di attività. Un doppio appuntamento che non poteva sfuggirci…

La “premiazione” - davvero simbolica con il regalo di un libro - ha colto di sorpresa il musicista che non sapeva nulla.

Volevamo anche restituire un piccolo “scherzo di aprile” che Tony ci aveva fatto il 1 aprile facendo credere di suonare al Teatro Toniolo e lì festeggiare i 60+40. Avevamo subito scritto un commento su quei primi quarant’anni…

Le Orme hanno festeggiato i 40 anni della band dal canto loro il 3 giugno sui Colli di Pescara (ironia della sorte proprio nella città natale di Pagliuca).

Ecco al teatro Kolbe abbiamo voluto esprimere - da fan delle Orme dei ‘70 - il nostro dissenso personale per una festa costruita sui filmati e non sulle persone. Ma non perché mancava Tony, ma perché mancavano Tolo Marton, Nino Smeraldi, gli altri musicisti che si sono alternati e magari anche Mita Medici che ancora va sbandierando il 45 giri con il brano “Mita Mita” a lei dedicato dalle Orme dei ‘60.

Doveva essere la festa del “marchio di fabbrica”, come quella, non so, fatta dal Banco del Mutuo Soccorso, che aveva chiamato tutti gli ex per un brano, un ricordo. Così sarebbe stato un evento che avrebbe fatto storia. Vera festa di compleanno de Le Orme di oggi, di ieri, di domani.

Ma torniamo al Kolbe dove abbiamo visto la band rodare i brani dei Van der Graaf ma anche de Le Orme. Un suono potente e formidabile che il giorno dopo sarebbe stato confermato sul palco scaligero.

La vera “festa di compleann”o ci sarà poi nel dopo-prove in un noto ristorante veneziano con una serata piacevolissima organizzata magnificamente da Davide Piva e dalla sua prog band (Fairyland Group &Project). Davvero una serata nel regno delle fate…

E, per chiudere? Mi va di rispolverare quell’intervento scritto per scherzo il 1° aprile (e che ora abbiamo solo attualizzato). Perché Tony Pagliuca a Verona e poi a Guastalla ha confermato le cose che pensavo: sa mettersi in gioco. Con passione, con tenacia, con umiltà. Al servizio della musica.

Quarant’anni in un soffio, volati - per lui e per noi - tra le note ed i vinili preziosi che ci hanno accompagnati negli anni. Tony Pagliuca festeggia, quelle quaranta candeline di carriera artistica iniziata nel lontano 1966 con gruppi minori come Hopopi e poi con Le Orme.

Già Le Orme… nel cuore di tanti c’è il ricordo di quel trio che, in epoca di trip, viaggi psichedelici si dava forza dietro il palco con il… vino di casa.

Con Tony, qualche tempo fa, siamo stati una sera in una di quelle osterie venete dove già nei Settanta lui ed i compagni portavano star e giornalisti… Questa era la loro vita, il quartino il loro sballo. Semplici, genuini, avevano mantenuto un’ ancora nella tradizione, nel loro tessuto sociale. E ancora lì vivono… a pochi passi l’uno dall’altro.

Certo il successo li aveva galvanizzati e i dischi nascevano in ritiro ma con cuoco al seguito.

I 40 anni di Tony sono i 40 anni de Le Orme, inutile nasconderselo. Ma inutile pensare che antiche ferite si possano cicatrizzare e pertanto vedere sullo stesso palco il trio di una volta, neppure per una sera, neppure per darsi una stretta di mano. E’ come nella vita… ci sono coppie che si separano mantenendo contatti ed amicizia laddove non c’è più amore, e magari festeggiano assieme i compleanni e le ricorrenze importanti; e coppie scoppiate, lacerate, che neanche si salutano. E’ la vita.

A dire il vero sullo stesso palco, dello stesso festival (Verona Prog Fest 25-28 maggio a Lugagnano) salgono sia Pagliuca che Tagliapietra, ma in giorni differenti (il primo il 25, il secondo il 26 maggio).

Aldo Tagliapietra propone “Il viaggio”… Viaggi separati dunque per i nostri beniamini.

Tony invece è in viaggio in compagnia di amici come David Jackson e Nic Potter dei Van Der Graaf Generator (che non suonavano assieme da 15 anni) Tolo Marton (prosegue il viaggio assieme di Tolo e Tony, da Los Angeles - disco ormiano e californiano del 1975 - a Pescara l’estate scorsa, a questa nuova avventura veneta…).Leo Di Angilla (bravo percussionista che abbiamo visto al fianco, tra l’altro, di Luca Madonia ed anche del bluesman Andrea Braido) , Andrea de Marchi alla batteria. Tre i cantanti che si sono alternati Marco Olivotto (formidabile scoperta per noi per l’interpretazione dei brani del generatore) , Pier Didoni,(che è un preciso punto di riferimento anche creativo per Pagliuca) e Agharti (un vero talento cresciuto a pane, orme e fantasia)

Ci sia consentita una digressione. L’altro giorno, chiacchieravamo con Gianni Mocchetti (chitarrista del primo Battiato) che ha ricominciato proponendo le canzoni di quegli album dei Settanta, sperimentali e particolari in un disco che si chiama “Beta”. Gianni ci confessava l’esigenza di partire da dove si era fermato, come a fare un conto con il proprio passato prima di pensare al futuro. Il cd, “Beta” - ci diceva - sta andando molto bene, oltre le aspettative. Segno che anche gli ascoltatori che sono cresciuti con certi dischi nelle orecchie sentono il bisogno di fare i conti con il proprio trascorso.

Così per Pagliuca che ha riproposto la rilettura di quell’album importante e decisivo, Collage (”Re-Collage”) e che a Pescara nell’estate 2005 ha riarrangiato in chiave classica (violino, viola e piano) Felona; c’è il bisogno - suo e nostro - di fare i conti con il passato, ma non in modo anacronistico, ma come punto di partenza (non di arrivo, attenzione). E Felona classica era probabilmente il punto dove si sono fermate Le Orme dopo Contrappunti…

Di Tony Pagliuca si è detto molto, anche di “errori” del passato. Ma una cosa è indubbia, un merito gli va riconosciuto, sotto il profilo artistico e professionale. Nella sua “seconda vita”, quella del dopo-Orme, si è sempre messo in gioco, in contesti diversi. Senza mai stancarsi ha portato (sta portando) avanti, con impegno, iniziative, contatti, jam (lo abbiamo visto suonare assieme ai Soft Machine, ai VDGG e molti artisti simbolo di una stagione, da Vairetti degli Osanna, a Claudio Rocchi, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del BMS, Patrizio Fariselli degli Area…); tutte cose che il tastierista, con Le Orme - che vivevano nel loro distacco dorato, che in un certo qual modo li aveva anche preservati - mai aveva fatto. I festival di massa, gli scambi artistici, le improvvisazioni non erano il loro pane quotidiano. Le Orme era, ed è ancora oggi, una band perfezionista ed isolata.

Tony no, ha voluto cambiare pelle, mettersi in discussione. E lo ha fatto ancora una volta in più a Verona e Guastalla (MN) per i 40 anni di carriera artistica ed i 60 anni di età anagrafica ad ottobre (Tony, ci permetti di rivelare la tua età, vero?).

Non siamo riusciti ad essere ai due appuntamenti, ma abbiamo ascoltato spezzoni di sound durante le prove, vedendo la macchina fare il rodaggio.
Non potevamo mancare. Perché la sua festa è anche la nostra che, con la sua musica - pure con la sua musica e dei suoi (ex) amici ormiani - siamo cresciuti.

Gaetano Menna