
Lucky Peterson
Trasimeno Blues
Castiglione del Lago – Rocca Medievale
Ore 21.30 - ingresso 10,00
Grande successo sta riscuotendo Trasimeno Blues, rassegna giunta alla sua undicesima edizione e che vede quest’angolo dell’Umbria come uno dei principali centri d’attrazione degli appassionati non solo del genere, ma anche di tutta la musica popolare di qualità.
Una manifestazione, promossa e coordinata dalla Comunità Montana “Associazione dei Comuni del Trasimeno e Medio Tevere” e curata artisticamente da Gianluca Di Maggio, che lo scorso anno ha visto un afflusso di ben 30mila spettatori con conseguente grande impulso per il turismo e per l’immagine di tutta l’area. D’altra parte quasi tutti i concerti sono ad ingresso gratuito, tranne l’appuntamento cloù con Lucky Peterson, a testimoniare l’impegno delle istituzioni locali per diffondere la buona musica. Sono 9 i Comuni che ospitano i concerti: agli 8 Comuni del Trasimeno, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano, Piegaro e Tuoro, si è aggiunto quest’anno anche il Comune di Corciano che con entusiasmo ha deciso di aderire al Festival. Oltre alla Comunità Montana, anche la Regione dell’Umbria, la Provincia di Perugia ed il Sistema Turistico Locale contribuiscono alla manifestazione, che si avvale quest’anno anche della collaborazione del giornalista musicale Ernesto de Pascale.
L’appuntamento più atteso è sabato 29 luglio è con Lucky Peterson alla Rocca Medievale di Castiglione del Lago; Peterson, allievo di Muddy Waters e Jimmy Reed e che suona divinamente la chitarra e l’organo Hammond, è uno dei pilastri della scena blues. Per capire il talento di Lucky Peterson basta sapere che ha suonato il suo primo concerto all’età di tre anni. A cinque anni aveva già registrato un primo singolo, prodotto dal leggendario Willie Dixon. Lucky era un vero bimbo prodigio, che appariva all’Ed Sullivan Show e al Tonight Show di Johnny Carson, programmi fra i più seguiti della televisione statunitense. La sua fama da bambino prodigio avrebbe potuto essere effimera, ma in realtà ha dato vita ad una carriera più che trentennale che ha affermato il suo nome fra i migliori strumentisti di tutta la scena blues. Nato a Buffalo nel 1964 col nome di Judge Kenneth Peterson, Lucky è stato avviato alla musica dal padre, a sua volta cantante blues nonché proprietario del club Governor’s Inn, dove si esibivano grandi come Muddy Waters e Buddy Guy. Lucky iniziò a suonare quasi prima di imparare a parlare: cominciò alla batteria, ma dopo aver sentito suonare Bill Doggett si affascinò al suono dell’organo Hammond B-3, a cui fu iniziato dallo stesso Doggett e da un certo Jimmy Smith. Nel tempo libero si dedicava anche al basso e al piano, diventando un musicista talmente dotato da arrivare a suonare con la band del padre e, occasionalmente, con quelle di Lightnin’ Hopkins e dello stesso Jimmy Smith. Era talmente fenomenale da far pensare a molti che l’organo in realtà suonasse da solo. Arrivò quindi la fama nazionale di bimbo prodigio, ma passata quella fase Lucky ha continuato a migliorarsi suonando con i migliori bluesman del momento, da Little Milton a Bobby Bland, diventando il fulcro musicale delle loro band.
E’ il periodo in cui Lucky inizia a pubblicare dischi a proprio nome e nel 1988 decide di dedicarsi ad una carriera da solista, lasciandosi però la libertà di fare il session man per artisti come Kenny Neal, Rufus Thomas e Lazy Lester. E’ allora che il presidente della Alligator Records Bruce Iglauer, impressionato dalla sua perizia musicale, gli propone di pubblicare il suo terzo album solista, Lucky Strikes, che lo consacra fra i nomi più caldi del blues, e il successivo Triple Play, forse la migliore incisione di tutta la sua carriera. Nel 1992 è addirittura la prestigiosissima Verve a produrlo, con l’album I’m Ready che coraggiosamente cerca di innestare elementi di rock e soul dentro l’impianto blues che Lucky sa suonare così bene. Da allora la musica di Lucky Peterson prosegue attraverso una serie di dischi che incarnano quella varietà stilistica che solo un polistrumentista di valore mondiale è capace di concretizzare.

Claudio Costantino








Anteprima del commento