PFM e amici cantano De Andrè. Magica notte romana di emozioni

Roma, 18 febbraio 2007: gli "auguri musicali" della Premiata Forneria Marconi a Fabrizio De Andrè. Maratona sonora al Teatro Tendastrisce di Roma nel giorno del compleanno di Faber (che segue all'analogo concerto milanse). Dori Ghezzi e l'annuncio (alla conferenza stampa al Campidoglio) del ritrovamento di registrazioni inedite del compianto cantautore genovese

PFM

al Teatro Tendastrisce di Roma

18 febbraio 2007

“Buon Compleanno Faber”

 

(foto di Pino Stuppini)

 

 

 

Fabrizio De Andrè nacque a Genova Pegli il 18 febbraio 1940. A festeggiare il 67° compleanno del compianto cantautore ci ha pensato la Premiata Forneria Marconi (PFM) con molti amici ospiti. Due appuntamenti unici, la vigilia (a Milano) e il giorno del compleanno (a Roma).

La  lunga maratona di musica, si è intitolata semplicemente così, “Buon compleanno Faber” (organizzazione “D&D Concerti”).

L’idea di  festeggiare il compleanno del cantautore, che firmò con la PFM la storica tournée del 1979 - ed un album live che è rimasto nella memoria - è stato anche un modo per aiutare (gli incassi sono andati in beneficenza).

Si sono uniti alla band: Max Gazzè, Luca Barbarossa, Dolcenera, Le Balentes (in entrambe le serate);  New Trolls e Sara (a Milano);Vittorio Nocenzi del Banco Mutuo Soccorso, Cristina Donà e Dunia (a Roma).

A Roma c’è stato il pienone al Teatro Tendastrisce. In sala anche Dori Ghezzi, la moglie del cantautore (che nella conferenza stampa,  al Campidoglio, aveva annunciato il ritrovamento di alcunw registrazioni inedite di Faber, ndr). «Ho trovato dei nastrini - racconta Ghezzi - in cui un giovane Fabrizio interpreta canzoni popolari. Brani non suoi, tranne uno».

Dopo uno slide show ideato e curato da Guido Harari (il fotografo che ha curato una biografia per immagini su De Andrè) le serata ha preso avvio con “Bocca di Rosa” eseguita dalla PFM. Questa canzone ed il 33 giri che la conteneva (“Volume 1”) festeggiano i 40 anni e sono la giusta apertura del libro dei ricordi, delle sensazioni che scaturiscono dall’universo deandriano.

E’ intenso il tributo, tra note e ricordi: “Maria nella bottega del falegname” , “Il testamento di Tito”, “Un giudice”, “Zirichiltaggia”, “Volta la carta” (con le Balentes).

Esecuzioni della sola band si alternano ai duetti con Dunia (“Fiume Sand Creek”), Donà (“Princesa” e “La canzone di Marinella”), Barbarossa (sulle note de “La guerra di Piero” e della sua grintosa “Al di la del muro”).

La PFM (con i tre componenti storici Di Cioccio, Mussida e Dijvas) non si risparmia. Provoca anche un’intensa e totalmente improvvisata jam session stile ’70 con il tastierista Nocenzi; straordinario vedere i “Coppi e Bartali del prog”  suonare assieme.

Dolcenera non può che cantare la canzone da cui ha preso il suo nome d’arte, accompagnata da PFM  e Le Balentes. Quindi Gazzé (“Andrea” e “La favola di Adamo ed Eva”) in uno straordinario happening con  doppio basso, tripla batteria (c’è anche Nocenzi nella inusuale veste di drummer).

Per finire, “Il Pescatore”, interpretata da tutti gli artisti ospiti. Il canto del cigno nella notte delle emozioni.

Gaetano Menna

 

 

 

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