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Liberiamo Passannante: l'impegno del ministro Rutelli

Al Teatro Palladium di Roma molti ospiti per dare sepoltura ai resti di Giovanni Passannante, esposti al Museo Criminologico. Da Gino Paoli, a Carmen Consoli, Paola Turci, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, Maria Pia De Vito

Il 19 marzo c’è stata la partecipata serata (800 i presenti) per Passannante, l’anarchico attentatote a re Umberto I, che attende sepoltura.
Al Teatro Palladium di Roma molti ospiti si alternano sul palco a firmare la “solidarietà”.
Apre Gino Paoli che canta con i Têtes de Bois un inno all’anarchia e dedica “Il cielo in una stanza” a colui che il cielo per tanti, troppi anni, non ha più visto.
Ci sono anche Paola Turci, Carmen Consoli, Maria Pia De Vito (con suggestivi giochi di echi vocali), Rodolfo Malteste e Francesco Di Giacomo (con la tenera e suggestiva “E mi viene da pensare” del BMS), Pino Marino, Alessio Lega… Tante le testimonianze di intellettuali, politici, cantanti, attori, giornalisti.
Ci sono, tra gli altri, Timosoara Pinto (che porta il saluto di Enzo Del Re (il cantautore dei ‘70, la cui canzone “lavorare con lentezza” apriva le trasmissioni di Radio Alice), Massimo Pasquini, Renato Nicolini (che provocatoriamente manderebbe la salma dei Re a Savoia di Lucania - paese natale di Passannante - e destinerebbe il “posto liberato” al Pantheon ai poveri resti dell’anarchico. Remo Remotti invece vorrebbe un festival dedicato a Passannante, vorrebbe cioè collegare immagini di gioia al suo nome.
L’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma Vincenzo Vita ha annunciato l’impegno del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, al fine di una giusta e positiva conclusione della annosa e incredibile vicenda di Giovanni Passannante. Per quanto riguarda i politici sono presenti in sala Oliviero Diliberto , Marco Rizzo, l’Assessore alla cultura Silvio Di Francia.
E, naturalmente, c’è l’attore Ulderico Pesce che è il capofila della battaglia civile per dare sepoltura a Giovanni Passannante il cui cranio e cervello sono esposti da 90 anni al Museo Criminologico di Roma. Si chiede un atto di giustizia, di civiltà.
Gaetano Menna

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