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"Progressive italiano", l'atlante del prog

Agevole “atlante” per approfondire la musica immaginifica italiana degli anni ’70; è proposto in una veste grafica curata, con molte immagini e cover, ad un prezzo abbordabile

PROGRESSIVE ITALIANO
di Alessandro Gaboli e Giovanni Ottone
Giunti Editore
Pagg. 128, Euro 6,90

Agevole “atlante” per approfondire la musica immaginifica italiana degli anni ’70. Nella stessa collana c’era già il volume di Cesare Rizzi dedicato in generale al “Progressive”. Qui si approfondisce specificamente il sound tricolore non vedendolo solo come corollario al “pop” inglese. Il volume comprende 109 voci di gruppi e solisti e recensisce e valuta oltre 200 album. Certo dispiace di non trovare qualche nome, che pur meritava attenzione (ad esempio Jenny Sorrenti e Armando Piazza); e lascia perplessa la macrodivisione tra “i maggiori” ed “i minori” (“Arti & Mestieri” e Tito Schipa Jr, sono davvero da collocare tra i minori? Viceversa, I Metamorfosi e Biglietto per l’Inferno, pur interessanti e pregevoli, è giusto collocarli tra i maggiori?). Comunque annotano i curatori: «Per i consueti limiti di spazio, il volume non ha pretese di assoluta completezza; sono però presenti tutti i più importanti gruppi ed artisti della scena progressive italiana, i migliori, i più conosciuti dagli amanti del genere, i più ricercati dai collezionisti».
Per gli appassionati la “bibbia” è indubbiamente “Il ritorno del pop italiano” di Paolo Barotto; l’atlante della Giunti ha però il pregio di essere ben distribuito e facilmente reperibile. Insomma un libro ben fatto, che si presenta in una veste grafica curata (con molte immagini e cover che, in quell’epoca, erano davvero di grande impatto) e, cosa che non guasta, è proposto in libreria ad un prezzo abbordabile.
Gaetano Menna