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Storia del jazz all'ombra del Vesuvio

Si intitola "Vesuview Jazz", la storia del jazz a Napoli ed in Campania dalle origini al nuovo millennio di Gildo De Stefano. Il libro è fondamentale per l'approfondimento del jazz all'ombra del Vesuvio

VESUVIEW JAZZ

di Gildo De Stefano

Edizioni Scientifiche Italiane, 1999

pagg. 216, € 12,91

in commercio

Per comprendere la storia del jazz napoletano e campano si rivela senz’altro prezioso questo volume, Vesuview Jazz, anche se non recentissimo, del critico musicale Gildo De Stefano.

Certo ci sono altre opere come quelle di Franco Ottata “Jazz a Napoli” (Ed. Di Giacomo, 1962, dalle origini agli anni ’50) e di Diego Librando “Il jazz a Napoli” (Guida, 2004, dagli anni ‘30 ai ’60). Ma Di Stefano ha allargato la focale di approfondimento a tutta la regione e ricostruito la storia del jazz locale dalle origini giungendo fino ai giorni d’oggi, Con una succosa rilettura dei fondamentali anni ’70, delle vicende e dei suoi protagonisti…

Nel libro una lunga carrellata sui jazzisti noti e meno noti.

Come annota Renzo Arbore nella presentazione: «In questo libro c’è un lungo elenco di musicisti “all’ombra del Vesuvio” che aveva sentito e sente tuttora quelle mie stesse affinità. E attraverso queste pagine ho ripercorso piacevolmente momenti ed attimi che non potrò mai più dimenticare». E’ proprio così. L’appassionato che ha vissuto i suoni della Campania jazz di ieri (e dell’altro ieri) li rivivrà nell’accurata ricostruzione e memoria storica del critico partenopeo, stupendosi che non abbia trascurato luoghi, personaggi e situazioni che ora, a ben rifletterci, sono tasselli di un lungo percorso.

Chi invece è troppo giovane e non ha vissuto le epoche del jazz campano, ritroverà qui lo strumento per ricongiungere il nuovo, che avanza e che vive, con il passato.

Gaetano Menna

Gildo De Stefano è il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime nonché studioso dell’universo musicale a 360° con particolare predilezione per quello americano. All’attività di critico musicale e giornalista ‘free-lance’ per quotidiani e riviste italiane e straniere, alterna quella di comunicatore pubblico. È laureato in Sociologia delle Comunicazioni di Massa, con tesi in ‘Teoria e Tecnica della Pratica Giornalistica’. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Gammalibri, Milano), Trecento anni di jazz (SugarCo, Milano), antropologia musicale dei neri d’America, Jazz moderno (Kaos, Milano), Vesuwiev Jazz (E.S.I., Napoli), Il popolo del samba (RAI-ERI, Roma), prefato da Chico Buarque de Hollanda e introdotto da Gianni Minà, Ragtime, Jazz & dintorni, (SugarCo, Milano), prefato da Amiri Baraka. Per i ‘Saggi Marsilio’ ha pubblicato l’unica Storia del ragtime (Venezia) edita in Europa, prefata da Ezio Zefferi. Ha scritto monografie su Frank Sinatra (Marsilio, Venezia) prefata da Guido Gerosa, Vinicio Capossela (Lombardi, Milano), Francesco Guccini (Lombardi, Milano) illustrata da Sergio Staìno, Louis Armstrong (E.S.I., Napoli), un paio con la prefazione di Renzo Arbore. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana e Laboratori di Scrittura Creativa per università e conservatori italiani. Nel 1993 oltre a vincere un Premio Nazionale di Giornalismo è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Ha terminato un romanzo storico sulla figura di Malcolm X, prefato da Claudio Gorlier, con postfazione di Walter Mauro, e supervisionato da Roberto Giammanco, curatore dell’Autobiografia del teorico rivoluzionario afroamericano.

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