Massimo Forni racconta la storia del progressive italiano

“Lungo le vie del prog”: questo il titolo del volume di Massimo Forni. Ha il pregio di raccontare, in chiave di analisi storica, trent’ anni di “rock progressivo italiano” partendo dalle origini degli anni Settanta e spingendosi fino all’oggi. Focalizzando l’attenzione su personaggi e dischi fondamentali.

LUNGO LE VIE DEL PROG

di Massimo Forni

Palladino Editore, 2008

pagg. 230, € 18.00

“Lungo le vie del prog”: questo il titolo del volume di Massimo Forni (Palladino 2008). Ha il pregio di raccontare, in chiave di analisi storica, trent’ anni di “rock progressivo italiano” partendo dalle origini degli anni Settanta e spingendosi fino all’oggi. Focalizzando l’attenzione su personaggi e dischi fondamentali.

Non è un caso che vi siano come introduzione scritti, sia di Aldo Tagliapietra (vocalist de Le Orme, gruppo storico del prog) , sia di Lucio Lazzaruolo (artefice dei Notturno Concertante, band che ha riannodato i fili a partire dagli anni ‘80). Insomma, emergono in pieno nella trattazione “passioni e radici”, come ben sintetizza il curatore dell’inserto culturale del quotidiano “Il Sannio”, Armin Viglione.

Ci voleva – a nostro avviso - un libro di “analisi storica”, che riuscisse a raccontare agli appassionati di sempre ed ai neofiti; che sapesse dipanare la matassa e farla diventare un “racconto”, con piglio critico e culturale. Ed è bello (e utile) che il racconto non si limiti al periodo clou (i ‘70) ma vada oltre, fino all’ attualità, al presente. Perché il “rock progressivo” è un fenomeno musicale ancora vivo e vitale, con gruppi che proseguono con la verve di sempre (PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Osanna, Orme, Delirium, Balletto di Bronzo…) e band che si sono nutrite di quelle sonorità ed hanno (ri)cominciato a tessere la tela (Notturno Concertante, Finisterre, Maschera di Cera, Mangala Vallis, ecc.).

Questo saggio «è la prima trattazione – annota giustamente il critico musicale Donato Zoppo – che considera ed espone il progressivo italiano nella sua totalità: i prodromi (fine anni ’60), l’esplosione e il successo, anche internazionale (prima metà anni ’70), la decadenza (fine anni ’70), la scomparsa e la rinascita (anni ’80), il fenomeno del nuovo progressivo (dagli anni ’90 ad oggi)».

In evidenza anche la copertina del volume che riporta un quadro del pittore Tonino Mirandi (“Felona… il pianeta della vita”). Mirandi sintetizza in questo quadro due passioni: quella per la cosmologia e quella per la musica de Le Orme (vera musa ispiratrice della sua arte; in questo caso, il riferimento è all’album del gruppo veneto “Felona e Sorona” del 1973).

Sottolineiamo agli interessati che il ibro può essere ordinato in libreria, ma anche in internet, ad esempio su IBS, Liberia Universitaria, ecc.

Gaetano Menna

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