Magnetic Sound Machine: cromatico jazzrock

La giovane band trevigiana propone tutte le varietà cromatiche di fusion, condivisione, sconfinamento.. Una musica “a colori” che sa uscire dal biancoenero dei Settanta per proiettarsi nell’arcobaleno futuribile

Magnetic Sound Machine

Chromatic Tunes

(Lizard Records)

Il discografico Loris Furlan (Lizard Records) ci aveva incuriosito proponendoci l’ascolto del disco strumentale di Magnetic Sound Machine (MSM), “Chromatic Tunes”; sono i nuovi Perigeo, ci aveva detto. Il richiamo è ad un gruppo fondante del jazz-rock degli anni Settanta; la particolarità è che l’età media dei novelli Perigeo è di 19 anni!

La band trevigiana MSM è composta da Stefano Volpato al basso, Alessandro Caldato alle tastiere, Giacomo Girotto alla chitarra elettrica, Andrea Massarotto a sax contralto e flauto; Riccardo Pestrin alla batteria.

Sorprendenti a dir poco… sembra davvero di riascoltare lindimenticabile band di “Azimut”, “Abbiamo tutti un blues da piangere”, ecc. … i fraseggi, le atmosfere vintage, l’intersecarsi di chitarra, tastiera e sax…

Il quintetto di oggi si propone, con freschezza, inventiva, professionalità degno proseguitore del quintetto di ieri, almeno alla partenza, diciamo nei primi due brani e un quarto.

La title track è una partenza al fulmicotone; potrebbe essere davvero un’aggiunta di Azimut, il primo album dei Perigeo del 1972. La successiva traccia “So fusion”, è un nuovo “Blues da piangere” (citando sempre i Perigeo), però con un giro di basso alla Stanley Clarke.

La mini-suite “Bubble trouble” (di 11’37”, occuperebbe quasi una facciata di un vecchio ellepi) è il punto di massima congiunzione tra passato e presente.

«Davvero non sono i Perigeo?», mi chiedono gli amici, che condividono con me la passione per il celebre quintetto dei ’70 ed a cui ho fatto ascoltare l’apertura della suite trevigiana, restando davvero increduli. Possibile che quell’impasto, quell’alchimia sia stata realizzata 35 e più anni dopo? Ma i MSM non sono i Perigeo e nella seconda parte della mini-suite cambiano completamente registro. Il basso di Volpato si fa incalzante, seguito dalla batteria di Pestrin e dalle tastiere ossessive di Caldato…La terza parte del lungo brano è aperta dal flauto di Massarotto, una segreteria telefonica, un elicottero, missili, risate… tutto ciò per poi ritornare, nella quarta parte alle origini, ai lidi “perigeiani” con la chitarra elettrica di Girotto che circumnaviga il sax, che affonda nei ricordi (nostri)…

In finale avremo la gradita sorpresa di ritrovare di nuovo la suite ma riproposta a tracce scomposte. E’ il “concept take” dell’operazione; e scopriamo pure che le quattro parti della suite hanno dei titoli: “Perigeo” (guarda un po’…); “Bathroom 53” (in una versione più “liquida” versione della suite); “All universe”, “Apogeo” (anche questo titolo non è casuale pensando ai nuovi progetti musicali di Giovanni Tommaso)…

Magnetic Sound Machine è un gruppo che ha raccolto e fatto proprio il testimone dei Perigeo ma non solo (lo stesso nome del gruppo ci sembra un richiamo agli inglesi Soft Machine); si ritrovano nei loro brani i tratti caratterizzanti di una stagione in cui si cercavano di superare le barriere tra i generi musicali.

Si pensi ai loro brani “Free #2” più jazz che rock; mentre “Space-maze” è un omaggio all’hard rock storico, alla Deep Purple, all’Oblivion Express: tastiere vintage, atmosfere pesanti, rock blues “classico”…

“Walking in the sun” ci ricorda le straordinarie, fantasiose jam session nelle “cantine” nei ‘70… a ruota libera giocando su un riff, sviscerandolo. La musica era (è) puro divertimento per chi la suona e per chi la ascolta…

Le 10/13 tracce del disco di MSM propongono, come lascia suggerire il titolo dell’album, le varietà cromatiche di fusion, condivisione, sconfinamento.. Una musica “a colori” che sa uscire dal biancoenero dei ‘70 per proiettarsi nell’arcobaleno futuribile.

Condividiamo in pieno la riflessione di Loris Furlan: «Oggi un gruppo come i MSM rappresenta una storia bella, già forte di una propria identità, altresì con pregevoli auspici per un ulteriore percorso creativo in prospettiva».

Non è un caso che la suite centrale dei disco dei MSM si apra e si chiuda con “Perigeo” ed “Apogeo”: perigeo ed apogeo sono le due formazioni di Giovanni Tommaso ma anche - non dimentichiamolo - i due punti dell’orbita in cui la Terra si trova rispettivamente alla minima e alla massima distanza dal Sole. Già, così vicini ed allo stesso tempo così lontani da una stagione musicale…

Gaetano Menna

Per inciso, il disco si può comprare anche on line da BTF

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