
Al Parco del Celio (Ninfeo di Nerone) - tra il Circo Massimo e il Colosseo - dal 10 al 14 settembre 2008 si tiene il meeting nazionale dei giovani di An “Atreju 2008″. Dibattiti, stand, concerti. Tra i vari appuntamenti musicali in evidenza quello del concerto della Compagnia dell’anello, la storica band del folk-progressive alternativo, che ha festeggiato i trenta (e più) anni di attività. Il concerto della band di Mario Bortoluzzi si terrà giovedì 11 settembre alle ore 21.30. Il 13 luglio (sempre alle ore 21.30) sul palco Edoardo Bennato (i concerti sono ad ingresso gratuito).
ALTRE STORIE
di AA.VV.
Compagnia dell’anello
pagg. 148, 20
“Compagnia dell’anello” è un gruppo musicale folk-progressive che ha festeggiato il trentennale di attività dando all stampe questo volume che segue al cofanetto musicale “Trilogia” (con i tre dischi pubblicati fino ad oggi); un nuovo doppio cd è in uscita. La band guidata da Mario Bortoluzzi è un pò l’emblema del “rock identitario”; ovvero l’altra faccia del rock, quello che nasce a destra.
La storia della band si sviluppa a partire dai tragici anni di piombo. Oggi - con il pieno “sdoganamento” politico della destra - si può guardare con maggiore obiettività alle espressioni artistiche “altre”.
Va riconosciuto alla “Compagnia dell’anello”, nella sua lunga vita artistica, di aver sviluppato un discorso musicale di spessore. In un panorama musicale di destra abbastanza “noioso”, si inseriva con una proposta sonora innovativa; con richiami a cantautori come Dylan, Guccini, Branduardi, con sonorità che si rifacevano alle atmosfere di gruppi come PFM e Banco del Mutuo Soccorso.
I testi, influenzati da “Il Signore degli anelli” di Tolkien, avevano atmosfere fiabesche. Questo libro racconta la storia del gruppo - con autorevoli contributi di scrittori e critici musicali - proponendo i testi e gli spartiti delle canzoni; raccontando anche a fumetti le storie dei principali brani. La Compagnia dell’anello nasceva nell’humus fertile di una generazione (di fine anni ‘70 e anni 80) che cercava nuovi linguaggi: «Si rompeva – annota nel suo contributo il direttore responsabile del “Secolo d’Italia” Luciano Lanna - l’immagine per molti versi truce, triste, seriosa, militarizzata che aveva contraddistinto per decenni la presenza politica della destra nelle città. E la musica ne fu l’elemento trainante».
G.M.

Claudio Costantino








