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Giovanni Tommaso: 50 anni di jazz. Serata memorabile all'Auditorium, ripercorrendo la carriera di un eccezionale artista

All'Auditorium Parco della Musica di Roma, il 30 settembre 2008, è la serata delle note ma anche dei ricordi. Per festeggiare i 50 anni di carriera di Giovanni Tommaso sfila sul palco la storia del jazz italiano, della musica e della critica. Ci sono pure i Perigeo: una reunion storica ed unica per una serata speciale, ricordando la formidabile commistione tra jazz e rock che questa band rappresentò negli anni Settanta

All’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 30 settembre 2008, è la serata delle note ma anche dei ricordi. Per festeggiare i 50 anni di carriera di Giovanni Tommaso sfila sul palco la storia del jazz italiano, della musica e della critica. Dal “Quartetto di Lucca” del fratello Vito Tommaso e di Antonello Vannucchi (con le sue sonorià che si rifacevano al Modern Jazz Quartet), al trio con Amedeo Tommasi e Gegè Munari (innovativo per l’epoca).
Via via si alternano sul palco le formazioni in cui Tommaso ha militato… di volta in volta cambiano i musicisti, mutano i suoni. Si alternano sul palco anche le migliori firme della critica musicale (da Adriano Mazzoletti a Franco Fayenz, da Gino Castaldo a Renzo Arbore, ecc.).
E’ atteso e applaudito il set dei Perigeo, con i suoi artisti che per la prima volta, dopo trent’anni si ritrovano a suonare tutti assieme. Una reunion storica ed unica per una serata speciale, ricordando la formidabile commistione tra jazz e rock che questa band rappresentò negli anni Settanta. All’epoca, per l’ambiente jazz (purista e puritano) questa band fu quasi uno scandalo. La realtà è che fece da apristrada nell’incontro tra culture.
All’Auditorium la band dei Perigeo appare un pò appannata, e il suono della chitarra rock di Tony Sidney forse avrebbe dovuto essere alzato di livello… c’è da dire che i musicisti non avevano neppure provato; avevano giusto concordato il set al… telefono! Comunque per i fans di quella mitica formazione di jazzrock che nei ‘70 ruppe gli schemi (ancor pima o in concomitanza con i Weather Report, poco importa) quel set appare un tuffo nel tempo, con la memoria che va a dischi amati e consumati.
Riguardo ai Perigeo, Tommaso, qualche tempo fa aveva sottolineato: “Se dopo tutto questo tempo i nostri dischi continuano a vendere (ultimamente hanno subito un’inattesa impennata) evidentemente abbiamo lasciato qualche testimonianza importante. Non sta a me giudicare la portata musicale di quell’iniziativa, ma credo ormai di poter dire, con l’obbiettività del tempo trascorso, che certe intuizioni si sono rivelate lungimiranti. Spesso dico che il jazz non è solo uno stile di musica ma anche uno stile di vita. Per questo dietro le scelte musicali ci sono motivazioni esistenziali che se autentiche, ne determinano lo spessore”.
Piacciono anche gli Apogeo il progetto attuale del contrabbassista che in parte ricalca quello dei Perigeo
“L’unica vera analogia col Perigeo - aveva detto Tommaso tempo addietro - è una certa ’sfrontatezza’ nello spaziare tra forme tematiche più o meno convenzionali, a forme più dure sia ritmicamente che armonicamente”.
Momenti intensi li riservano pure le performance del GT Quintet con la splendida voce di Carla Marcotulli (sorella di Rita) e del Trio con Stefano Bollani e Roberto Gatto… momenti di grintosa musica, ricchi di smalto.
Note per il cinema: si ricorda la collaborazione con Pupi Avati per un film, in chiave jazz, molto bello “Ma quando arrivano le ragazze?” (2005).
Si è partiti dagli esordi con il fratello Vito Tommaso e si conclude con l’arrivo sul palco della figlia Jasmine Tommaso, vocalist dalla voce superba e sensuale.
Ieri, oggi e domani: si chiude in bellezza con la jam finale con tutti (o quasi) i musicisti di una vita in jazz.
Gaetano Menna