“Metromorfosi” la rivista free press di musica, cinema, teatro. arte, scrittura e “tic” a Roma - curata da Emanuele Kraushaar (editore e direttore editoriale) - nel numero 25/2009 pubblica un’interessante intervista a Gianni Leone realizzata da GianMaria Consiglio.
“La musica - sottolinea il tastierista de Il Balletto di Bronzo - è sempre stata una presenza costante in ogni momento della mia vita. È un filtro che ti fa vedere ogni aspetto del mondo in modo diverso. È un’esigenza, un bisogno, un impulso primordiale…”
Modello ispiratore? Il tastierista napoletano fa innanzi tutto il nome di Jimi Hendrix: “Strano per un tastierista, vero? - dice - E poi Axis: bold as love, Electric Ladyland… Da quelle note lancinanti, da quei suoni mai sentiti prima, trassi una grande ispirazione“.
Oggi - chiede il cronista - si può dire senza dubbio che la tua anima multiforme abbia trovato la sintesi perfetta nei nuovi brani, tra spunti dark, progressive, new wave, avanguardisti e quant’altro, come testimonia il dvd “Live in Rome” dell’anno scorso. Cosa ha conservato del passato Gianni Leone, e di cosa, invece, si è liberato?
“Ho certamente conservato - risponde Leone - tutta la mia vitalità, la mia grinta, il mio senso dell’umorismo, la mia capacità di emozionarmi, eccitami, caricarmi come una bomba di entusiasmo inarrestabile e travolgente, il mio senso di critica e soprattutto di autocritica, la mia parte bambina, surreale, fiabesca, la mia sana follia. Per certi versi sono esattamente come quando ero adolescente, e anche il timbro e l’estensione della mia voce sono rimasti come allora. Mi sono liberato di molte inibizioni, limiti e blocchi mentali che potevo avere anni e anni fa… “
La rivista è distribuita gratuitamente in teatri, cinema e locali, ma si può leggere anche online da qui.

Claudio Costantino








