Viva commozione tra i fans ha suscitato la notizia della scomparsa di Hugh Hopper avvenuta il 7 giugno 2009. Aveva 64 anni.
Lo storico bassista dei Soft Machine, uno degl alfieri del rock di Canterbury, gravemente ammalato di leucemia, aveva dovuto annullare l’attività concertistica.
Ci viene in mente la sua significativa partecipazione, nel 2005, al Convegno dell’Università di Pavia/Cremona sul rock progressivo britannico in un ‘inusuale “trio didattico” con Chris Cuttler e Tony Pagliuca. Nel sito del convegno cremonese del 2005 potete vedere ed ascoltare alcune tracce live (video ed audio) di quella performance.
“Ad Hugh Hopper ho chiesto - scrisse all’epoca Tony Pagliuca (in una sua testimonianza sull’evento che potete leggere qui) quali fossero le fonti dell’ ispirazione della musica dei Soft Machine e in particolar modo dove avessero ascoltato per la prima volta le ritmiche dispari. Hopper allora mi ha parlato di: Don Ellis Big Band di Dave Brubeck e della musica antica orientale, della musica tradizionale greca che offriva,e offre, ancora vari esempi di melodie in sette quarti (uno dei tempi presi in esame al work-shop).”
“Hugh Hopper - commenta il critico Ernesto De Pascale (Il Popolo del Blues) - è stato un gentleman e un innovatore e sperimentatore del ventesimo secolo; con la sua ricerca ha illuminato molte stagioni della (buona ) musica. Le sue parole e il suo impegno sono stati un esempio”.
G.M.

Claudio Costantino








