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Jenny Sorrenti: i suoni della memoria

Il nuovo disco della cantautrice napoletana, "Burattina", è un viaggio sulla rotta Napoli, Galles, Africa… l'album è multi-sensoriale ed un inno alla libertà. Racconta di radici e foglie. La recensione

Jenny Sorrenti
BURATTINA

(Odd Times Records/
Egea Distribution)

1. ‘A stessa terra
2. Ali in prestito
3. Burattina
4. Maronna mia
5. Nessuno è più forte di chi non ha nulla più da perdere
6. Fragili
7. Stella luntana
8. Bachgen bach o dincer
9. Ricostruire

La recensione

Cita la “maschera” di Totò, parafrasa Eduardo (“adda passà ‘a nuttata” di “Napoli Milionaria”) e Libero Bovio (”Pe’ nuje ca ce chiagnimmo ‘o cielo ‘e Napule/comm’è amaro stu ppane!” di “Lacreme Napulitane”), duetta con Enzo Gragnaniello… Jenny Sorrenti, nel suo quinto album solista, “Burattina”, fa emergere ed esplodere la sua “napoletanità”.

Per la prima volta canta in dialetto. E’ la Napoli delle radici e del proprio passato, ma anche la “Napoli ombelico del mondo” quella che emerge dalle nove tracce del disco… con il canto partenopeo che si fonde con l’egiziano, con il gallese…

Nel brano di apertura “ ‘A stessa terra” rimarca la vicinanza, la similitudine: ieri eravamo noi gli emigranti, oggi sono loro; e il grido delle donne Tuareg , con straordinari vocalizzi, è anche il suo. “Maronna mia” invece è una sorta di preghiera per i bambini africani…

La Jenny degli anni ‘70 emerge prepotente in un disco come questo che è costruito sulla sua inconfondibile voce-strumento. Il rock progressive si fonde però alla world music, il terreno approfondito e percorso negli ultimi anni; le sonorità degli strumenti percussivi di Marcello Vento (coautore con lei delle musiche) e dell’ Orchestrina Malombra con l’oud, l’accordion, la ciaramella, la mandola, il ventolo (inventato da Vento), costruiscono un tappeto etnico suggestivo e particolare. Non a caso la critica ha parlato di “etno-lirismo”.

Napoli, il Galles (“Bachgen Bach o Dincer” è un brano originale ispirato ad un tradizionale gallese), l’Africa… il disco è multi-sensoriale ed un inno alla libertà. Racconta di radici e foglie.

“Ali in prestito” (un invito ad uscire dalle gabbie anche quelle temporali); “Burattina” (bisogna spezzare i fili da burattini manovrati); “Fragili” (la fragilità può anche essere una virtù): le canzoni del disco ruotano attorno al significato della vita, all’esistenza, al destino, alla ricerca di una stella pilota; bisogna ricordare, non essere immemori. Forse questo disco serve anche a fare il punto sulla propria vita e sulla musica; il passato è il presente ma c’è anche il futuro… e la pioggia purificatrice cade e spazza via…

Nessuno è più forte di chi non ha nulla da perdere”: Il titolo-testo della canzone con Gragnaniello - con l’incontro tra due portentose voci-strumento - è filosofia di vita e di canto.

Gaetano Menna

VIDEO - Jenny Sorrenti, “Fragili”