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L’organista che ama i Genesis

Incontro conviviale di Marco Lo Muscio con Steve Hackett. Nasce dalla sconfinata passione dell'organista per le musiche del chitarrista inglese. Nel disco “Dark and Light” Lo Muscio si alterna al piano ed all’organo a canne

Steve Hackett
e Marco Lo Muscio

L’incontro conviviale non è stato casuale tra Steve Hackett e Marco Lo Muscio. Hackett il grande ex chitarrista dei Genesis – che era a Roma per partecipare al Festival Tivoli Rock - è stato a pranzo a casa dell’organista e compositore di fama internazionale.

Un incontro che nasce dalla sconfinata passione di Lo Muscio per le musiche del chitarrista e così nei suoi dischi - prima in “New Horizons” interamente dedicato al chitarrista inglese e poi anche nell’ultimo album “Dark and Light” (Drycastle) - propone le proprie trascrizioni per pianoforte ed organo di Steve Hackett.

Lo Muscio è un eccezionale artista, che sa unire talento, fantasia e una tecnica spaventosa. I suoi dischi lasciano davvero senza fiato. E chi ha avuto la fortuna di sentirlo suonare l’organo a canne in una chiesa, affrontando i classici dei Genesis (come “Foxtrot”, “Selling England By The Pound”) sicuramente sarà rimasto affascinato dall’atmosfera mistico-elettrizzante che si respira. Con l’abbinamento suggestivo del suo repertorio, non so tra Bach e Steve Hackett.

In “Dark and Light” Lo Muscio si alterna al piano ed all’organo a canne , con brani oltre che di Hackett di Anthony Phillips oltre che di Keith Emerson, Genesis, Arturo Stalteri, ecc.

Le sue sono performance intense di grande tecnica e potenza che scavano nel chiaroscuro, unendo melodie elegiache, rock, jazz, addirittura sonorità celtiche. Probabilmente la dimensione “dark” è quella al pianoforte dove però Lo Muscio - proprio in brani come quello di Steve Hackett “Set Your Heart at Rest” - ci piace molto. Sa cogliere sfumature, timbriche dei brani che il suo pianoforte esalta. Poi c’è la dimensione radiosa, lo splendore del suono dell’organo a canne. Una grande luce.

Gaetano Menna