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Le pietre sognanti di Federico Laterza

Il nuovo disco dei Worldream, "Canto de perdas", traccia rotte di navigazione e miscela "pietre" ovvero territori, linguaggi, culture che si saldano con l'anima jazz del combo. La recensione

Worldream
Canto de perdas

(Rai Trade – VideoRadio)

Il progetto musicale Worldream, portato avanti dal pianista e compositore Federico Laterza , ha quasi vent’anni ed unisce Occidente ed Oriente, il jazz e la musica indiana (esplorata in frequenti viaggi).

Il nuovo disco dei Worldream si intitola “Canto de perdas” (Rai Trade / VideoRadio). E trova la sua filosofia in brani come “Omkareshwar” e “Go Thirteen” con le suggestioni indiane del sitar (Eddie Powell) e della tabla (Fabio Lazzarin) che si uniscono alle pulsioni jazz del piano di Laterza e del flauto (del pluristrumentista Paolo Innarella), oppure delle chitarre (Lutte Berg) e dell’accordion (Antonello Salis). In evidenza anche l’apporto ritmico del basso di Stefano Cesare.

Dall’Oriente alla “Lucania“, omaggiata con la mistica ciaramella e l’oud, su un tappeto di tabla ed il piano che indirizza verso il jazz: è uno dei momenti centrali di questo disco che traccia rotte di navigazione , che miscela “pietre” ovvero territori, linguaggi, culture che si saldano con l’anima jazz del combo. “Normalmente non succede” è un brano jazz-rock di grande caratura (alla Weather Report per intenderci).

Vanno segnalati pure “Industango” (brano cantato dalla brava vocalist Lorena Fontana) e la delicata ma allo stesso tempo intensa “Le tre rune” con il tema sviluppato dall’harmonium indiano e con le improvvisazioni pianistiche, che evidenziano la capacità, la sensibilità e l’intensità esecutiva (oltre che creativa) di Federico Laterza.

Gaetano Menna