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Addio Alda Merini, piccola ape furibonda

Da alcuni giorni è in rotazione radiofonica “Una piccola ape furibonda”, il brano di Giovanni Nuti con i versi di Alda Merini. Molte le collaborazioni in campo musicale. L'omaggio in versi di Maurizio Spagna



Da alcuni giorni è in rotazione radiofonica (e in vendita nei negozi digitali) “Una piccola ape furibonda”, il brano di Giovanni Nuti che anticipa l’uscita del nuovo album del cantautore toscano prevista nel 2010. Il testo è una poesia scritta dalla compianta Alda Merini, l’ultima testimonianza artistica della poetessa milanese scomparsa l’1 novembre 2009. La collaborazione tra la poetessa ed il cantautore era stata testimoniata dal disco “Rasoi di seta” del 2007.

Alda Merini aveva collaborato pure con Roberto Vecchioni, Lucio Dalla, Vittorio Nocenzi (Banco del Mutuo Soccorso). Nocenzi, in particolare, aveva musicato sue poesie per il disco solista “Movimenti”
Anche Milva ha superbamente cantato Alda Merini (”Sono nata il 21 a primavera”).
Bello ed intenso il brano “Canzone per Alda Merini” di Roberto Vecchioni.

Maurizio Spagna - paroliere, scrittore,poeta, curatore del sito di scritture poetiche “Il Rotoversi” ci ha inviato la toccante poesia che ha dedicato ad Alda Merini. Un toccante omaggio che facciamo nostro.
Un tributo poetico - ci dice Spagna - “ad un grande esempio di letteratura del Novecento, donna contemplatrice che ha raccontato le grandi sofferenze della vita e ricca di espressioni poetiche vissute nel profondo”.

HO SEMPRE VOLUTO…

Annuisci Alda,
ho sempre voluto poesia attorno a me
tratti di sentiero
che aggiungessero corpi di scrivanie
e lampade accese di protesta
sull’infinito appoggio di un pensiero.

La tua camera ne era impicciata.

Ho sempre voluto foto
copie di poesia attorno a me
sedie foderate da calici piangenti
schizzi di un vissuto amore
strane facce di cassetti ammaccati
e muri
figurati dall’ombra del mio seno.

La tua camera ne era impicciata.

Ho sempre voluto poesia dal vivo attorno a me
musica sperduta nelle parole
volti e braccia cascanti
sopra un leggìo che pieghi
si ripieghi e il certo che si spieghi!

La tua camera ne era impicciata.

Ho sempre voluto una camera vuota
nuda e dalle quattro orecchie
bianca e chiusa in una nuvola nera
fumata
e corteggiata dalla tua poesia
che ho sempre voluto
un po’ mia.

( poesia di Maurizio Spagna )