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Gli Algebra raccontano il volo del gabbiano

Il nuovo disco degli Algebra di Mario Giammetti si intitola “JL” ed è un concept album liberamente ispirato al romanzo di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Ha la sua forza nella varietà, in un polivalente approccio. Va apprezzato per la coralità, è costruito su un percorso narrativo e si attiene ad esso con le doti della concretezza e dell'incisività sintetizzate in ben 20 brani. La recensione

ALGEBRA
JL

Ams

Gli Algebra, band beneventana nata nel periodo buio del rock progressive degli anni Ottanta, anticipò tra alti e bassi, scioglimenti e riunioni la rinascita del neoprogressive. Incise un 45 giri nel 1983 ed un album solo undici anni dopo nel 1994 (”Storia di un iceberg” ). In questi anni il gruppo ha partecipato a numerosi tributi e compilation. Pubblica però solo ora, 16 anni dopo, il suo secondo disco.

Il nuovo disco degli Algebra si intitola “JL” ed esce su etichetta Ams. E’ un concept album liberamente ispirato al romanzo di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston”.

Gli Algebra sono composti dai componenti della prima ora il cantante-chitarrista Mario Giammetti ed il tastierista Rino Pastore a cui si aggiungono il batterista Francesco Ciani, la sassofonista Maria Giammetti soralla di Mario, il fisarmonicista Roberto Polcino.

Da sottolineare che Mario Giammetti , musicista di lungo corso è più conosciuto come giornalista e saggista; è senz’altro il massimo esperto dei Genesis a cui ha dedicato molteplici libri. E sta lavorando ad un nuovo volume, un dizionario delle canzoni della mitica band inglese, che verrà pubblicato da Arcana Editrice a settembre prossimo.

Il disco dedicato al Gabbiano Jonathan ha origini lontane, addirittura ai tempi del loro primo disco, finalmente recuperati, rielaborati e completati. L’idea di partenza, i testi e le musiche elaborate all’epoca sono di Mario Giammetti, ma il disco può considerarsi in tutto e per tutto un lavoro di gruppo.

Da evidenziare che ha ospiti di lusso come il leggendario chitarrista dei Genesis Steve Hackett ed il fratello (il flautista John Hackett); e poi: Aldo Tagliapietra de Le Orme; Lino Vairetti degli Osanna; il cantautore, chitarrista (e medico) di origine jugoslava Goran Kuzminac; il rocker Graziano Romani…oltre tutto il booklet è impreziosito dalle fotografie di paesaggi marini di Anthony Philipps, sì proprio il chitarrista e vocalist della primissima formazione dei Genesis (From Genesis to Revelation e Trespass).

Gli ospiti sono intervenuti con la loro caratura e personalità dando contributi significativi che hanno arricchito l’album. La partenza è un breve ma suggestivo strumentale che ruota tutto sulla potente chitarra di Hackett. Introduce al brano “Jonathan” cantato da Aldo Tagliapietra, che sembra costruito proprio per le sue corde vocali, con l’inciso “E non mi importa di cacciare, la vita non è tutta lì“, così stupendamente ormiano…

Non c’è tempo di riprendersi dalle emozioni suscitate che si prosegue con “Il volo perfetto” ed un testo stupendamente recitato e cantato da Lino Vairetti a descrivere il volo del gabbiano. Anche in questo caso un brano che sembra fatto apposta per chi lo interpreta, con una band come gli Algebra che è una spugna, ha fatto propria la lezione di una stagione ma la rielabora, la arricchisce e va oltre. Prog, jazz, folk, canzone d’autore, lirica, melodia italiana, fusion… il cd degli Algebra ha la sua forza nella varietà, in un polivalente approccio.

Il loro è un disco che va apprezzato per la coralità; è costruito su un percorso narrativo e si attiene ad esso con le doti della concretezza e dell’incisività sintetizzate in ben 20 brani.
Tutto ciò senza nulla togliere al fascino, al feeling, alla ricchezza di suoni. La storia del gabbiano Jonathan alla ricerca della perfezione, con “un’infinita idea di libertà” (come recita il titolo di uno strumentale molto bello) è suggestiva, metaforica. Il disco la esalta. Gli dà colore, spessore sonoro e visivo.

Gaetano Menna