
MASK
Technopia
(“Rare Repertoire”, distrib. “G.T. Music Distribution”)
Sonja Kristina è l’effervescente cantante dello storico gruppo progressive degli anni ‘70 Curved Air. Ritorna ora con un disco con i Mask, in collaborazione con il pluristrumentista Marvin Ayres.
L’album “Technopia” (per l’etichetta anglotedesca “Rare Repertoire”, distrib. “G.T. Music Distribution”) si snoda straordinariamente fra sonorità elettroniche, techno e acustiche.
“Technopia”, come un film, ha una trama… immaginate un futuro territorio spoglio e post-apocalittico, nel quale si svolge la vicenda di due innamorati fantasmi che si ritrovano e si riuniscono per rivivere l’oscura passione che li consumò negli ultimi anni della vita terrena. Musicalmente esplora molti territori.
Emerge una sorta di “vagabondismo musicale” da Bjork a Elbow, Sigur Ros, Bat For Lashes, Massive Attack che si uniscono all’oscurità macabra di Tim Burton. Palpiti elettronici e stridule visioni nella title track; atmosfere lugubri e algide in “Ice Winter”. E ancora struggimento e aperture melodiche con il violino che contrappunta in “Space in Between”; sonorità stridenti e apocalittiche per “Before I Leave”.
In evidenza la particolare cover di “Sound and vision”, sì proprio il brano che illustrò la virtuale poetica del trasformismo di David Bowie. Segna ora la trasformazione, di Kristina che indossa una nuova maschera lontana anni luce dall’aria ricurva.
Gaetano Menna

Claudio Costantino








