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Rock show: benvenuti nella "macchina" dei Pink Floyd

"Welcome to the machine": il Teatro Brancaccio di Roma, affollato da un pubblico inter-generazionale, ha accolto con entusiasmo il "rock show " dedicato ai Pink Floyd. C'è una band che si intravede dietro il velo di tulle che suona rigorosamente dal vivo per più di due ore, proponendo una intelaiatura corposa e grintosa. C'è un percorso narrativo cantato e ballato, con brani floydiani inanellati a raccontare. La recensione


Welcome to the machine. La recensione
In scena al Teatro Brancaccio di Roma fino all’11 aprile 2010

Signori benvenuti nella “macchina”. Signori benvenuti al Teatro Brancaccio di Roma dove si propone la storia di Syd (Barrett), attraverso le composizioni dei Pink Floyd.
Benvenuti negli anni a cavallo tra i 60 ed i 70, benvenuti nella Love Summer, nella Londra della “rivoluzione” pop e di costume (ricordate il film “Blow-up” di Antonioni con le musiche proprio dei Pink Floyd?).

Non c’è recitato ma un percorso narrativo cantato e ballato, con brani floydiani inanellati a raccontare. Un’operazione titanica ma suggestiva, che sta riscuotendo davvero un grande successo .

La storia è semplice: l’ascesa di una rock band sulla spinta creativa e propulsiva del suo leader. Il produttore discografico pescecane, il contorno di groupies e fidanzate e… la droga che inizialmente apre la mente ma poi fagocita, isola e distrugge.

Welcome to the machine” è il brano tratto dall’ album “Wish You Were Here” dei Pink Floyd pubblicato nel 1975. Da questa canzone trae il titolo ma anche la trama centrale e nevralgica dell’omonimo rock show presentato da Metropolis Produzioni.

Il testo della canzone descrive il dialogo che avviene tra il vampiresco discografico ed il cantante/leader. Però è il discografico a decidere il destino del cantante, seguendo esclusivamente il criterio dell’assoluta esigenza del business. The Machine, cioè la Macchina, è l’industria musicale, che si nutre del talento. C’è poi la “grande madre” (proposta gigantesca e immobile) la famiglia che vorrebbe proteggere. Ma la famiglia, la compagna, gli amici non sono in grado di aiutare l’artista.

“Welcome to the machine” come composizione (e come spettacolo costruito a suo nome) in un certo qualmodo incolpa dello squilibrio di Syd Barrett non solo l’abuso di droghe allucinogene ma anche, come concausa, le pressioni dello star system,
(“Benvenuto figliolo, benvenuto nella macchina/ Cosa hai sognato?/ Va tutto bene, ti abbiamo detto noi cosa sognare/ Hai sognato una grande stella,/Suonava una chitarra arrabbiata…”).

In quell’album, e sul palcoscenico del Brancaccio, viene proposta anche “Shine On You Crazy Diamond” la canzone dei Pink Floyd,che è struggente omaggio a Syd (”Splendi su di te, diamante pazzo/ sei stato catturato nel fuoco incrociato / di infanzia e notorietà / soffiato via dalla brezza d’acciaio“).

Il teatro Brancaccio, affollato da un pubblico inter-generazionale, ha accolto con entusiasmo questo “musical”. C’è una band (capitanata dal tastierista Massimiliano Salani che ha pure curato la direzione musicale) che si intravede dietro il velo di tulle che suona rigorosamente dal vivo per più di due ore, proponendo una intelaiatura corposa e grintosa con le sonorità dei Pink Floyd.

Sul velo che diventa schermo scorrono immagini di una stagione ma anche animazioni grafiche 3D, suggestioni psichedeliche,scene registrate con gli attori in esterni e riprese live con la telecamera proiettate sul grande schermo. La scena è animata da ballerini-cantanti nei loro variopinti abiti di scena da figli dei fiori degli anni 60/70 . Più in alto un piccolo schermo fornisce i testi tradotti, permettendo agli spettatori di addentrarsi nella narrazione e nei testi immaginifici.

Il bis è dato dalla popolare “Another Brick in The Wall” con la band finalmente in primo piano e tutti gli artisti in proscenio… ed il pubblico in piedi a cantare e ballare. Per una chiusura del rock show davvero da brivido.

Dopo le tappe di Firenze , Bologna e Roma (al Teatro Brancaccio fino all’11 aprile), il rock show sarà a Milano (27-30 aprile), Livorno (10-11 maggio). La data di Varese del 15 aprile è stata invece annullata per motivi organizzativi.

Gaetano Menna