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Il suono narrante del pianoforte di Tony Pagliuca

Esce "Apres Midi - Ormeggiando" il disco di piano solo dell'ex tastierista de Le Orme. I più grandi successi de Le Orme reinterpretati al pianoforte, la supervisione di Giampiero Reverberi, la copertina di Walter Mac Mazzieri. La sua è musica evocativa che è "ormeggiata" ad una stagione, ad un suono e ad un luogo (Venezia) ma reinterpretandoli, dandogli nuovi significati. Il suo miglior disco della carriera solista. La recensione

TONY PAGLIUCA
APRES MIDI Ormeggiando

(FamilyArti 2010)

La recensione

Non era facile la trasposizione in chiave di piano solo, di alcuni dei più grandi successi de Le Orme. Tony Pagliuca, tastierista storico del gruppo ed autore delle musiche, ci ha lavorato per tre anni con la supervisione di Giampiero Reverberi (personaggio fondamentale nella storia de Le Orme), realizzando il suo nuovo album solista “Apres Midi - Ormeggiando” (distribuzione Audioglobe).

In copertina, ancora una volta un quadro (”Canzoniere notturno” del 1992), di Walter Mac Mazzieri, il compianto pittore di Pavullo che ha firmato forse la copertina più bella dei dischi de Le Orme, “Uomo di pezza”.
Anche questo quadro è di grande suggestione, con la luna dal volto umano condotta in gondola e poco lontano il campanile che si trasforma in una figura anch’essa umana. Un’opera che esprime liricità e romanticismo, e si rivela un omaggio toccante alla città lagunare; sembra fatta apposta per questo disco, che è volutamente “ormeggiato” ad una stagione, ad un suono e ad un luogo (Venezia) ma reinterpretandoli, dandogli nuovi significati.

Il pianista realizza un disco di “musica evocativa”, di “suono narrante”. Il suo miglior disco della carriera solista.
Si ascolti ad esempio “Aliante” che è l’unico brano non registrato in studio ma dal vivo (alla rassegna fiorentina “The piano hour series”) in un concerto in cui l’artista era particolarmente ispirato. L’esecuzione si avvia in modo “roboante”, con suoni che sanno di tempesta, che minacciano il volo dell’aliante che, prima timidamente e poi con maggior sicurezza, si libra, per poi volteggiare libero. La fragilità dell’aliante e le avversità… una metafora della vita raccontata con l’intensità multicolore del piano che accompagna il “volo”.

Altro esempio di suono narrante è “Cemento armato“, canzone “ecologica” della prima ora. La riproposizione al piano rende forte il messaggio contro la cementificazione. Il pianista cerca suoni gravi, che ammoniscono e denunciano.
Ad aprire il compact è “Gioco di bimba“, una canzone cult sulla cui trasposizione al pianoforte l’artista ha continuato a lavorare, facendola diventare davvero un piccolo gioiello.

Potremmo qualificare “Apres midi” un disco di musica classica e rock ma allo stesso tempo anche di “jazz” se per jazz si intende improvvisazione, libera espressività, cambiamento.
Pagliuca non imbriglia il pianoforte ma lo fa cavalcare liberamente sulle onde delle sensazioni. E ascoltandolo si coglie appieno il collegamento con le emozioni, con le pulsioni che nascono dal cuore, dall’ambiente, dalla platea. Per questo il brano più bello è proprio quello live.

“Apres midi”, in francese significa dopopranzo, pomeridiano. A segnalare evidentemente la rilettura dopo il pasto, dopo il successo. “Satolli della musica ormiana, reinventiamola”, sembra dire Tony Pagliuca ai suoi fans.

Gaetano Menna