
Remo Anzovino
Igloo
Odd Times Records, distr. Egea
La recensione
Il terzo disco di Remo Anzovino è profondo, intenso, “caldo”. Perché allora chiamarlo “Igloo” (Odd Times Records, distr. Egea), con la copertina tutta bianca e gli orsi polari?
Ma dove è il freddo? Dove è il gelo? Noi sentiamo solo calore.
A dire il vero la copertina, molto bella, ha anch’essa una sua trama narrativa. E’ stata realizzata da Davide Toffolo (fumettista e leader della rock band “Tre Allegri Ragazzi Morti”) che ha immaginato il mondo musicale di due orsi che osservano un relitto di ghiaccio, come un avanzo di grattacielo, alla deriva del nulla.
Quello proposto è un disco sinfonico, ma non pomposo, che mescola classico e moderno. Lo definirei new classic. E’ una moderna sinfonia, un concept strumentale con mille matrici.
Questo Igloo Anzovino l’ha costruito in una terra di nessuno, che non è jazz, non è etnica, non è rock, non è musica classica. Il sound dell’avvocato (Anzovino esercita la professione a Pordenone), ha un suo copione narrativo, è un film in musica (più di una “colonna sonora”). Emerge la coralità dei movimenti sinfonici - affidati ad una orchestra di oltre 40 elementi - a cui fanno da contrappunto i duetti tra Anzovino ed alcuni tra i più grandi musicisti italiani sulla scena internazionale: la batteria di Franz Di Cioccio (PFM), il clarinetto di Gabriele Mirabassi, il contrabbasso di Enzo Pietropaoli, la chitarra di Bebo Ferra, il sax di Francesco Bearzatti, la tromba di Luca Aquino.
Il cd viaggerà in tutto il mondo con Le vigne di Zamò, una partnership con uno dei più raffinati vini italiani.
Gaetano Menna

Claudio Costantino








