
“Iguazù” è il trio acustico che ha inciso l’interessante disco “Rubio” (Videoradio/ Rai Trade). Esplora a tutto tondo e contamina la musica latina, con note che scorrono fluenti come l’acqua delle cascate di Iguazù… I tre musicisti - il percussionista Alex Battini, il pianista Fabio Gianni ed il bassista Marco Mistrangelo – sono uniti dalla passione per la salsa. A loro piace la “mescla”, la contaminazione…
Va sottolineato che nel disco appare come guest star il leggendario percussionista dei Weather Report Alex Acuña…
L’intervista è anch’essa una “mescla”, nasce dall’apporto collegiale dei tre artisti, che ci dicono: “Non esiste un vero e proprio leader ma un trio compatto con l’obiettivo di una crescita comune”.
Il nome della band fa pensare alle straordinarie cascate di Iguazù, che segna il confine tra Argentina e Brasile… Vuole ricordare l’ispirazione del Vostro sound, costruito sul piano e su una solida ritmica?
Il nome Iguazù, che si richiama alle omonime cascate , è stato scelto volutamente. L’ obiettivo infatti è quello di trasmettere energia e trasporto attraverso la musica… comunicare emozioni con un sound curato ma non troppo intellettuale è questo il nostro intento. In questo modo puntiamo a rivolgerci ad un pubblico più ampio per quanto possibile con un genere di “nicchia” come quello che proponiamo. La nostra sonorità si basa sull’apporto musicale di ognuno di noi e sulla ricerca di un interplay che risalta soprattutto durante i soli, rendendo questi ultimi più accattivanti e comunicativi anche per gli ascoltatori meno appassionati e conoscitori del latin jazz. Anche gli arrangiamenti sono costruiti in modo da rendere basso, piano e batteria ugualmente essenziali per la buona riuscita di ogni brano e, benché spesso complessi, sempre strutturati per risultare piacevoli per chi ci ascolta.
Il vostro sound è un fiume di contaminazioni. I ritmi latini/sudamericani con quelli afro/nord americani. Una raffinata miscela a partire dalla title track “Rubio” che è una composizione originale di Fabio Gianni…
La miscela di tutti questi stili è anche ciò che più si avvicina al gusto musicale che ci accomuna e ci diverte. Per quanto ci riguarda, suonare divertendosi è uno stimolo irrinunciabile. Il brano “Rubio” è sicuramente quello in cui le contaminazioni di cui parli sono più in evidenza. Infatti è stato costruito pensando ad una salsa strumentale con una armonia tutto sommato semplice ma con espedienti ritmici che si susseguono in modo serrato per dare la giusta energia al pezzo. Inoltre proprio in quanto pezzo di apertura del cd, si trovano interventi solistici di ognuno di noi a testimonianza del fatto che anche se le composizioni e gli arrangiamenti sono più frequentemente del pianista, non esiste un vero e proprio leader ma un trio compatto con l’obiettivo di una crescita comune.
Voi siete partiti dai ritmi latini della salsa, per approdare ad un progetto originale. Si parte dalla salsa, ma dentro c’è sempre calore, ritmo. Anzi, “contaminazione”, ritmo e swing…
Sì la salsa è fondamentale… tant’è che il brano “El cuarto de tula” è un brano tradizionale cubano eseguito in salsa (come l’originale) con ulteriori arrangiamenti aggiunti da noi o ripresi da altre versioni. La salsa è anche la musica che ci ha fatti incontrare quando il trio Iguazù non esisteva…perciò direi che riveste un ruolo chiave in quello che proponiamo e lo si può notare in molti dei brani del cd.
Il vostro appare un gruppo coeso che esprime grande feeling arricchito dalle percussioni del leggendario percussionista dei Weather Reeport Alex Acuña… Ci raccontate come è nata la collaborazione con Acuña che ha suonano per buona parte del Vs disco?
La partecipazione di Alex Acuña la dobbiamo essenzialmente all’amicizia che lega il nostro Alex Battini a questo grande musicista. Certo, questo non era sufficiente a garantirci la sua presenza nel nostro cd, ma il nostro lavoro gli è piaciuto e cosi ha deciso di suonare in ben otto dei dodici brani del disco. Non possiamo che esserne onorati e siamo contenti del suo fantastico contributo fatto di accompagnamenti e colori pieni di gusto e di assoli strepitosi. E’tra l’altro probabile che lo avremo presto in Italia per una serie di concerti insieme.
Sono molto interessanti i Vostri brani originari, come Herbiegaloo, Landing in Corea , Guajira for Chucho straordinari e intensi omaggi a Herbie Hancock, Chick Corea, il cubano Chuco Valdés. Tre giganti del piano jazz a cui vi ispirate…
“Herbiegaloo” è un brano il cui nome è composto dal nome del pianista Hanckok, Herbie appunto, e da quello di un tipo di salsa che si suona in Colombia, il bogaloo. Ciò non a caso… infatti l’idea è quella di mischiare la vena funk jazz del grande pianista nordamericano con la salsa; la velocità ridotta lo rende però quasi un cha-cha funky. “Landing in Corea” (letteralmente “atterraggio in Corea”) si rifà alle sonorità di Chick Corea alle quali viene anteposta una parte con una ritmica jungle. Su questa, Alex Acuña aggiunge un poderoso accompagnamento con le congas che è in sostanza un guaguanco (tipico ritmo cubano). Cubana è anche la “Guajira” del brano dedicato al maestro Chucho Valdez.
“El Pescadito y el mar” pone in evidenza il talento del batterista italo-argentino di Alex Battini de Barreiro…
Ma guarda, in realtà il brano è nato così quasi per gioco, partendo da una fusione di culture, dove si può sentire lo spirito etnico in un senso più ampio della parola, nel brano c’è una buona mescla tra la Rumba di Cuba, l’atmosfera e la melodia del Brasile , un po’ un incrocio che richiama Airto Moreira e Milton Nascimento, e le sonorità caraibiche…Alex Battini ha usato batteria e varie percussioni , in oltre la parte melodica l’ha lavorata con l’Hang (strumento a forma di disco volante con la sonorità dello Steel Drum di Trinidad) , e degli incastri di voce sia ritmici che melodici… il risultato ci è sembrato gradevole e molto etnico, che spezza un po’ la linea del CD. Così è diventato il primo pezzo di una sorta di suite unica dove si collegano altri due brani , “Caridad Amaro” di Chucho Valdez e di seguito “Guajira For Chucho” di cui abbiamo già parlato.
Piacciono anche le Vostre riletture di Sting di “Fragile”, di Corea di “Spain”, che calzate come un nuovo vestito fatto su misura per voi…
Si, oltre ai brani originali di nostra composizione, abbiamo voluto inserire nel cd anche alcuni standards , e rivisitarli in una chiave più nostra , cioè con le contaminazioni Latin e Jazz, ed è questo quello che ci piace fare , cioè trovare una dimensione originale che possa creare un nuovo sound e farlo diventare nostro il più possibile. “Fragile” di Sting, lo abbiamo arrangiato pensandolo come una Rumba lenta, ma si possono sentire anche momenti di Brasile e, volendo una vena anche pop, e il risultato è decisamente interessante. Mentre “Spain” di C. Corea l’abbiamo arrangiata principalmente con dei cambi di tempo passando da 4/4 a 6/8 afro, a samba in 3/4 per arrivare ai solo di batteria e percussioni (tumbadoras e timbales ) in 7/8 … in questo brano Alex Battini ha suonato interamente la parte ritmica , batteria e percussioni.
Non passa in secondo piano la pregevole rilettura di “Libertango” di Astor Piazzolla, la sensualità del tango argentino interpretata in chiave di basso…
Ci è sembrato giusto che un brano ponesse maggiormente in risalto le doti bassistiche di Marco Mistrangelo. In molte formazioni il basso troppo spesso è relegato in un ruolo di accompagnamento ma non nel nostro trio… è così che nella rivisitazione di ”Libertango” che abbiamo fatto, questo strumento espone il tema e fa il solo assumendo un ruolo di primo piano con un risultato, a nostro parere, veramente apprezzabile. La sonorità “scura” del basso sposa infatti perfettamente la vena malinconica del bellissimo pezzo di Astor Piazzolla; in contrasto con questo, piano e batteria fanno un accompagnamento molto “energico” cosi da rendere il brano ancora più coinvolgente.
E c’è la Cuba caliente di “Caridad amaro” (sempre di Valdés), il samba brasiliano di “Brasilified” (di Cliff Korman)… grande ritmo, la musica latina in tutte le sue sfaccettature…
“Caridad Amaro” è una ballad cosi bella che abbiamo deciso di seguire fedelmente l’originale, anche perché legata direttamente al nostro tributo a Chucho Valdez (“Guajira for Chucho”) dove mettiamo del nostro. “Brasilified” rappresenta il momento dove la passione per il brasile viene espressa chiaramente… sebbene l’autore non sia molto noto il pezzo ci è piaciuto subito perché già mescolanza di samba e jazz con momenti afro in 6/8… e a noi le contaminazioni divertono. Abbiamo aumentato la velocità rispetto all’originale per renderlo più spumeggiante ed inserito un lungo scambio di soli batteria/percussioni in cui i due Alex (Battini ed Acuña appunto) mostrano tutto il loro virtuosismo…
Va sottolineato il package del disco molto curato: digipack, la grafica della copertina e del booklet della pittrice Serena Viola (l’allegria dei colori).
Serena Viola è un’eccezionale artista,di grande talento… si è occupata della creazione della copertina e di tutto il booklet cogliendo con la sua arte , lo spirito della musica, lo stile e il sound del trio e del cd.
Da ultimo sul futuro: state già pensando a nuovi progetti e collaborazioni?
Per ora ci concentriamo su questo lavoro che ci ha richiesto tempo ed energie in abbondanza. Il futuro è legato appunto al cd che promuoveremo con concerti nei quali eseguiremo i brani tentando se possibile, di comunicare ancora di più con chi ci ascolta. E molto probabilmente, come ti abbiamo detto, avremo l’onore di fare alcune delle nostre esibizioni insieme al grande Alex Acuña.
A cura di Gaetano Menna

Claudio Costantino








