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I suoni ai piedi del Monte, del pianoforte di Girolamo De Simone

L'apprezzato musicista e musicologo napoletano propone un disco di musica colta e popolare, che unisce Donizetti e i suoni devozionali, il Tramonto di Romaniello e improvvisazioni all’organo nel convento. Fonde echi di tarantelle a quelli di Cage, espressività tardo-romantica a suggestioni pianistiche alla Lodovico Einaudi. La recensione

GIROLAMO DE SIMONE
AI PIEDI DEL MONTE

(Konsequenz)

la recensione

Il disegno di copertina del vulcano, allegro e scoppiettante, visto con gli occhi di un bambino (il piccolo Francesco De Simone) ci introduce ad un ottimo disco strumentale che è un omaggio sonoro, delicato e raffinato al territorio vesuviano.

Ai piedi del monte” (Konsequenz) di Girolamo De Simone, apprezzato musicista e musicologo napoletano, è un disco di musica colta e popolare, che unisce Donizetti e i suoni devozionali, il Tramonto di Romaniello e improvvisazioni all’organo nel convento. Fonde echi di tarantelle a quelli di Cage, espressività tardo-romantica a suggestioni pianistiche alla Lodovico Einaudi.

L’artista esegue le composizioni al pianoforte, ma anche all’organo ed alla spinetta con il brioso e devozionale “Canto dell’Arco”, e poi “Inno alla Vergine”. “Il Tramonto e Donizetti” è una parafrasi di composizioni del famoso autore dell’ Ottocento (ricordando che sul Monte Somma, tra Pollena e Samt’Anastasia, prese a comporre “Lucia di Lammermoor”).

Presenti nel cd anche due omaggi (“Ultima Prece” e “Tramonto”) al maestro sommese Vincenzo Romaniello (che visse a cavallo tra fine ‘800 ed inizio ‘900 e che diede un contributo fondamentale all’affermazione della scuola pianistica napoletana).

In chiusura “La Verna”, registrato live, ad Arezzo, presso il convento francescano della Verna: con le improvvisazioni organistiche di De Simone, tra echi e sacralità.

Gaetano Menna