HELENE’S MATES
IT’S EASY TO BEAT
(Vina Records)
la recensione
Il verbo “To play”, in inglese ha un doppio significato: suonare ma anche giocare. Ecco agli Helene’s Mates, che emergono da una sorta di Liverpool piemontese, con la musica piace soprattutto “giocare”.
I compagni della fantomatica Helene hanno un approccio ludico con i suoni del beat. Incidono l’album di esordio “It’s easy to beat” (Vina Records, in distribuzione dal 29 ottobre 2010); la canzone più beatlesiana del disco la intitolano “We are not the Beatles”, noi non siamo i Beatles.
Sì, perché al di là del gioco, c’è un sound attuale, contemporaneo. La bella cover, con la ragazza-bandiera pronta a martellare, ci introduce ai suoni.
Beat aggiornato, stravolto, sbeffeggiato. Ricordate certi ritornelli dei brani dei Sessanta? Non so Gianni Morandi di “Andavo a cento all’ora” («Andavo a cento all’ora per trovar la bimba mia/ yeee ye ye ye, yeee ye ye ye/Andavo a cento all’ora per cantar la serenata /blen ble blen ble, blen ble blen ble»)?
Gli Helene’s Mates ora cantano, urlano “Blah blah blah yeah yeah yeah” (che è il titolo della canzone).
Il loro, nonostante tutto, è un disco molto british, che ama le contaminazioni e le rivoluzioni. Ammicca ad una stagione ed alle sue atmosfere ma ha suoni contemporanei, a volte anche duri, a volte psichedelici. E’ beat messo alla berlina ma metabolizzato.
Sono “martellate” sui Beatles che però sono stati famelicamente divorati… Davvero un ottimo esordio.
Gaetano Menna

Claudio Costantino








