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Lorenzo Hengeller: suoni dal Vesuvio capovolto

Un cd con mille citazioni e omaggi. Questo originale e poliedrico artista napoletano rovescia sugli spettatori, con l’arma dell’ironia, un universo magmatico e caleidoscopico in cui specchiarsi. La recensione



LORENZO HENGELLER
CANZONIERE MINIMO LEGGERO

(Polosud)

La recensione

Parte la sigla dell’edizione straordinaria del Tgr Campania e Marisa Figurato, sua storica conduttrice, annuncia un fatto clamoroso: il Vesuvio si è capovolto. Emerge così il mondo di Lorenzo Hengeller, raccontato nel vorticoso e leggiadro “Canzoniere minimo leggero” (Polosud).

Un cd con mille citazioni e omaggi. Ricordate le sigle della tv delle origini? Quelle di fine delle trasmissioni, dell’almanacco, dell’intervallo, di carosello… l’artista parte da quei suoni della memoria per improvvisare con swing (“Ricordi… Rai”).

E poi cita: Samuele Bersani che incontra Sergio Caputo (“Tassista”); Renato Carosone (“Superenalotto”, con ospite Gianluca Guidi); la canzone umoristica partenopea alla Roberto Murolo (“Lezioni di piano”) e le farse di Eduardo Scarpetta (“‘Na cosa tosta”); atmosfere tanghere e il Petrolini di Gastone (“Vetero-playboy”, con il pianista Stefano Bollani, che però si cimenta nel canto); Anita Ekberg, Mastroianni e la dolce vita (“Che Afa Fa”); “Guapparia” di Libero Bovio riletta in chiave contemporanea (“Guapparia 2000”); Modugno ed il Quartetto Cetra (“Musetto”); il medico della mutua di Sordi (“Primario”)… e naturalmente Lelio Luttazzi di cui presenta un inedito (“Nostalgia per la musica”).

Ci ritorna in mente il Tgr di Figurato… in napoletano si direbbe: «si è arruvutato ‘O vulcano»; ciò dà modo a questo originale e poliedrico artista napoletano di rovesciare, sugli spettatori, con l’arma dell’ironia, un universo magmatico e caleidoscopico in cui specchiarsi.

Gaetano Menna