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Paolo Carelli nel labirinto degli specchi

Ritorna Paolo Carelli, storico poeta e narratore del "Concerto per le menti" (33 giri inciso nel 1973 dai Pholas Dactylus). E' ora presente nell'album di debutto dei Labirinto degli Specchi, l'arcano e visionario "Hanblecheya"


Da segnalare il ritorno di Paolo Carelli, storico poeta e narratore del “Concerto per le menti”, 33 giri inciso nel 1973 dai Pholas Dactylus (con la particolarità di avere non brani cantati ma recitati).

Carelli è ora presente nell’album di debutto dei “Labirinto degli Specchi“, “Hanblecheya” (pubblicato dall’etichetta Lizard di Loris Furlan). Un album che viene definito arcano e visionario.

“Hanblecheya” è un magico incrocio tra sonorità progressive sinfoniche e psichedelia a tinte space, da cui un sorprendente connubio stilistico: “Porcupine Tree meets Pholas Dactylus”, ma non solo. Un lungo viaggio in sette atti, con ampi orizzonti sonori tastieristici, cambi ritmici, rintocchi di piano, esplosioni chitarristiche, accompagnati da un malinconico violoncello.

La prima visione è un’onirica danza tribale degli indiani d’America, alla cui spiritualità è dedicato il disco, come un rituale sciamanico proiettato e riverberato nel cosmo.

Progressive, psichedelia e rarefazioni post-rock, un crocevia dal respiro meraviglioso ed ancestrale. Una nuova grande prog band italiana e il sorprendente ritorno della voce di Paolo Carelli.