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Universal Music Collection: gli anni '70 in chiave folk

"Ethno folk Italia. Gli anni '70" è una raccolta che fa comprendere bene le varie strade della musica popolare: del recupero della cultura orale, del nuovo folk (con composizioni originali che si rifanno alla tradizione), del recupero dell'espressività dialettale. La recensione del cofanetto

Universal Music Collection
ETHNO FOLK ITALIA
Gli anni ‘70

Maria Carta - Umbras
Musicanova - Quanno turnammo a nascere
Mimmo Mollica - Vinni cu Vinni
Gipo Farassino - Ij Bogianen
Dino Sarti - Dino Sarti
Peppino Gagliardi - Quanno figlieto chiagne e vò cantà cerca int’à sacca …e dalle ‘a libertà

C’è una riscoperta della musica popolare anche grazie all’impegno incessante di realtà come la “Rete italiana di cultura popolare” diretta da Antonio Damasco impegnata per il passaggio dei “saperi” da una generazione all’altra. La rinnovata attenzione per il folk ha spinto a dedicare un cofanetto dell’Universal Music Collection all’ “Ethno Folk Italia – Gli anni ‘70”.

Il box, con sei cd, viene pubblicato sull’onda del successo dei cofanetti collection dedicati al rock progressive italiano dei Seventy (ne sono stati pubblicati ben otto).

Il cofanetto “etnico” ci permette di riscoprire degli album particolarissimi, due dei quali mai riediti su cd, come i dischi del siciliano Mimmo Mollica (“Vinni cu Vinni”, prodotto da Niko Papathanassiou, che propone il risultato delle sue ricerche sui canti popolari del risorgimento siciliano) e del napoletano Peppino Gagliardi (“Quanno figlieto chiagne e vò cantà cerca int’à sacca …e dalle ‘a libertà”, uno dei più importanti album di musica napoletana moderna).

Altro disco partenopeo è quello dei Musicanova di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò (“Quanno turnammo a nascere” con i fuorisciti della Nuova Compagnia di Canto Popolare e molti artisti del neapolitan power, tra cui Teresa De Sio, Gigi de Rienzo, Bob Fix).

Ci sono poi le suggestioni della voce di Maria Carta (“Umbras” racchiude canzoni della tradizione popolare sarda), del bolognese Dino Sarti (doveroso omaggio a questo artista scomparso tre anni fa, che ricordiamo anche per le cover in dialetto di molti brani stranieri), del torinese Gipo Farassino (i suoi brani sono la voce dell’anima più profonda di Torino, quella delle periferie… nel disco “U Bogianen”, emerge il suo impegno per la valorizzazione della lingua e della tradizione piemontese).

Nell’insieme davvero una raccolta che fa comprendere bene le varie strade della musica popolare: del recupero della cultura orale, del nuovo folk (con composizioni originali che si rifanno alla tradizione), del recupero dell’espressività dialettale.

Gaetano Menna