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  • Le canzoni-autoscatto di Leonora

    La cantautrice romana incide "Electronic ballads", un album introspettivo, riflessivo, intimistico , di grande atmosfera. I testi dei brani esprimono i pensieri, le preghiere, i respiri, i silenzi, le parole dentro. Produttore del disco è Marco Olivotto conosciuto dai fans dei VDGG. La recensione

  • L'anima latina di Andrea Braido

    Si intitola "Latin Braidus" il nuovo disco del chitarrista e pluristrumentista trentino dedicato all'universo latino. Intense riletture di brani cult di Carlos Santana e composizioni originali. Tra gli ospiti in evidenza il grande bassista Marcus Miller. La recensione

  • Il duo Battaglia-Rabbia: Pastorale misteriosa ed idilliaca

    Non è da tutti incidere per la prestigiosa etichetta tedesca ECM di Manfred Eicher, che emerge per la qualità delle proprie produzioni. Ci riescono due virtuosi artisti italiani, Stefano Battaglia e Michele Rabbia, con l’album “Pastorale” presentato recentemente in un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito della rassegna “Dialogo”. La recensione

  • Sonja Kristina: l’amore post-apocalittico

    Sonja Kristina è l’effervescente cantante dello storico gruppo progressive degli anni '70 Curved Air. Ritorna ora con un disco con i Mask, in collaborazione con il pluristrumentista Marvin Ayres. L'album si intitola “Technopia” e si snoda straordinariamente fra sonorità elettroniche, techno e acustiche. La recensione

  • Il ritorno degli Analogy, i tedeschi del prog italiano

    Gli Analogy ritornano ora sul palco e - grazie al rinnovato incontro con Claudio Fucci - propongono uno speciale cofanetto celebrativo sul quarantennale della formazione. Il 28 febbraio 2010 la band - per la presentazione del loro box set - si ritroverà sul palco a Milano per una eccezionale ed imperdibile reunion

  • La bizzarra foglia caduta di Andrea Vercesi

    Al nuovo lavoro solista dell'artista pavese, “Mad Fallen Leaf”, hanno collaborato alcuni membri storici dei Jethro Tull. Il sound è senz'altro figlio dei JT e del folk progressive inglese, ma si pone in evidenza per l’originalità. Emergono un suono incantato (magicamente sospeso, intriso di passione acustica), ed una vocalità avvolgente. La recensione

  • Il suono di frontiera di Claudio Rocchi

    L'etichetta Die Schachtel ha riproposto in una suggestiva confezione cd papersleeve, l'album "Suoni di frontiera" di Claudio Rocchi, pubblicato inizialmente nel 1976. Nel disco l'artista fa tutto da solo, armandosi di VCS3, tastiere, nastri, revox, echi Binson... taglie e cuce i suoni (con un grande sforzo di post-produzione che oggi, in epoca digitale per eccellenza, può sembrare normale ma che negli anni '70 andava affrontata con estrema difficoltà e interventi pioneristici. La recensione

  • Anche Claudio Canali nel nuovo disco di Biglietto per l'Inferno.folk

    La band, un culto negli anni "70, ritorna in una rinnovata e ampliata formazione per tutti gli amanti, questa volta, del prog-folk. Nel nuovo disco canta, ancora una volta, Claudio Canali oggi Frate Isaia (e c'è anche un suo brano inedito). Questa uscita è molto più di una semplice reincisione di vecchie canzoni: i classici del Biglietto sono stati riarrangiati in una suggestiva e nuova chiave interpretativa. In concerto a Lecco il 6 e 20 febbraio 2010

  • Gli Algebra raccontano il volo del gabbiano

    Il nuovo disco degli Algebra di Mario Giammetti si intitola “JL” ed è un concept album liberamente ispirato al romanzo di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Ha la sua forza nella varietà, in un polivalente approccio. Va apprezzato per la coralità, è costruito su un percorso narrativo e si attiene ad esso con le doti della concretezza e dell'incisività sintetizzate in ben 20 brani. La recensione

  • Marcello Capra: suoni per una nuova alba

    L'ottava fatica di Capra - figura storica del rock italiano dai tempi dei gloriosi Procession - conferma la sua anima cosmopolita e la sua sensibilità verso le culture più lontane, cogliendone diverse suggestioni. Mai come in questo album il chitarrista è stato così espressivo e profondo, ritmico e meditativo.