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MUSE in concerto a Torino

opening Future Kings Of Spain Giovedì 25 marzo 2004 Mazda Palace (ex Palastampa)

Inquietudine e passione. Storie ed emozioni narrate da Matthew Bellamy (voce e chitarra) Chris Wolstenhome (basso) e Dominic Howard (batteria), tre amici che suonano assieme fin dall’infanzia: questa è la musica dei Muse.

Un po’ per divertirsi suonando covers e hits degli anni ‘90 e un po’ per scappare alla noia, i tre ragazzi del Devon formano la loro prima band quando hanno poco più di dodici anni. Matthew, che al tempo si diletta al piano e sta iniziando a scrivere canzoni, incontra Chris a scuola. Chris suona la batteria, ma questo è un dettaglio per Matthew che lo convince a lasciare le bacchette per passare al basso. Piatti e tamburi finiscono sotto mani e piedi di Dominic Howard e la musica comincia a vibrare.

In poco tempo arrivano i primi concerti nei pub e club del Devon: pesanti make up in volto e un’aggressività distruttiva sul palco servono ai tre ragazzi per capire che la musica è soprattutto una questione di emozioni da comunicare, e così decidono di fare sul serio. Lasciano perdere l’università e per prima cosa cercano il nome adatto per trasmettere la passionalità che vogliono mettere in musica: Muse, il potere della poesia, l’ispirazione, la contemplazione mistica. È il nome perfetto.

La critica si accorge in breve tempo dell’intensità che affiora attraverso i loro brani e adopera, dopo quasi due decenni di oblio, definizioni che erano state usate per descrivere la generazione rock che si faceva avanti nei primi anni ottanta con i nomi di U2, Big Country, Alarm, mentre la Tastemedia li contatta per registrare il loro primo CD: “Muse EP” uscito in 999 copie per la Dangerous’ Label.

Al loro show del 13 settembre 1998 al Collier in the City di New York vengono notati dai talent scout della Maverick Records, la casa di produzione di Madonna, e poco dopo esce il loro primo album “Showbiz“, con la collaborazione di John Leckie, che aveva già collaborato con i Radiohead e che ha reso questo primo lavoro dei Muse un piccolo capolavoro dall’aria familiare.

Nella primavera del 2001 i Muse sono già pronti con nuovo materiale: concepito come un disco metal più del metal, il nuovo LP “Origin Of Symmetry” incorpora un po’ di tutto: dall’opera alla disco, schitarrate pesanti e suoni classici grazie a ulteriori iniezioni di conoscenza da parte di John Leckie. E poi i i loro video, che non risparmiano nessun effetto speciale disponibile, sono sempre dei piccoli grandi capolavori.

Ci vogliono due anni di intenso lavoro tra l’Irlanda ed il Canada per dare un seguito al fortunatissimo “Origin Of Symmetry”: i Muse tornano alle luci della ribalta con “Absolution“, un mix di prog-rock, suoni potenti e invocazioni mistiche che segna la definitiva maturazione dei nuovi aspiranti al trono della scena brit. “Absolution” risulta un lavoro più positivo e pervaso da un maggior senso di speranza rispetto agli album precedenti. Prodotto da Rich Costey (in precedenza con Rage Against The Machine e Sebadoh) il terzo disco dei Muse offre un insieme semplice e cristallino, con un suono più caldo e profondo. Insomma, onde di pianoforte, atmosfere tirate come nervi a fior di pelle, chitarre grintose e soprattutto la voce in falsetto di Matt Bellamy puntano dritti al cuore del rock contemporaneo.

In Italia la band ha suonato sui palchi più prestigiosi (Independent Days Festival, Heineken Jammin Festival, Neapolis), conquistando il pubblico ad ogni performance.

Questa forza sul palco i Muse l’hanno fotografata nel disco live dello scorso anno (”Hullabaloo“) ed è un apsetto a cui tengono molto. Ora, dopo l’uscita del nuovo album, il grande concerto al Big Day Out (uno degli eventi internazionali più prestigiosi, che si svolge in Australia) e dopo il successo del tour italiano di fine ottobre (nelle quattro date di Bologna, Firenze, Milano e Pordenone registrarono il ’sold out’ ovunque) tornano in Italia per un’unica data, giovedì 25 marzo al Mazda Palace di Torino.

Ad accompagnare i Muse sul palcoscenico del Mazda Palace ci saranno gli emergenti Future Kings of Spain, quartetto irlandese composto dal cantante Joey Wilson, dal bassista Tony Hegarty, dal batterista Brian Mc Mahon e dal chitarrista Karl Hussey. Il gruppo, che nasce nei sobborghi di Dublino nel febbraio del 2000, propone un sound appassionato ed esplosivo, frutto di un mix tra linee melodiche morbide e delicate e riff di chitarra quasi noise. Dopo l’uscita dei tre singoli “A Place for Everything and Everything in its Place” (settembre 2002), “Face I know” (aprile 2003) ed “Hanging Around” (estate 2003) i Future Kings of Spain hanno realizzato il loro primo album omonimo prodotto da Ted Niceley (Girls against Boys, Fugazi) e Eli Janney dei Girls Against Boys. Tra i loro impegni per il 2004, i quattro scatenati irlandesi hanno in programma, oltre ad accompagnare i Muse in questo tour europeo, anche un tour promozionale in Giappone e la realizzazione di un nuovo EP.

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