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The Notwist in concerto

Dal ruvido hardcore degli esordi alla raffinata elettronica d’inizio millennio, fino al krautrock folkeggiante dei giorni nostri. Ancora un succoso antipasto di stagione (quella 2008/2009, parte ad ottobre) per Vipertheatre, che lunedì 29 settembre, cala a sorpresa l’asso Notwist, geniale band tedesca, di nuovo insieme e di nuovo in tour, per presentare l’ultima fatica discografica, The Devil You + Me.

Un gruppo in continua evoluzione, che in quasi venti anni di carriera ha influenzato decine di formazioni europee, e non solo. Tra gli episodi più riusciti, l’album Neon Golden, decisivo spartiacque tra le origini rockeggianti ed il nuovo corso intriso di elettronica, con in sottofondo quella vena di malinconia che qualcuno ha accostato ai Radiohead.

Dopo una serie di progetti paralleli, nel 2008 è uscito The Devil You + Me, album in chiaroscuro sospeso tra atmosfere acustiche e minimalismo pop. Tra i nuovi brani spicca il singolo Good Lies, gettonatissimo nei circuiti indie di tutto il globo.

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I NOTWIST nascono in terra bavarese quasi 20 anni fa: nel 1989 il loro suono era ancora alimentato da un’estetica sonora viscerale più associabile all’hardcore metal che alle produzioni musicalmente differenziate e ad ampio raggio che hanno reso il loro disco NEON GOLDEN un enorme successo di critica e di pubblico nel 2002.

I NOTWIST fanno una musica estremamente personale, una specie di alchimia non sollecitata in alcun modo dalle convenzioni né da particolari scadenze, come si può facilmente intuire dalla data di uscita del loro ultimo lavoro. I 6 anni trascorsi da Neon Golden hanno portato ad un disco che può a pieno titolo essere definito quello più sentito fino ad oggi: THE DEVIL, YOU + ME, uscito lo scorso giugno su Spingo.

E’ un album guidato da un’irrequietezza individuale e collettiva, qualcosa che si manifesta sia nell’infinita inventiva musicale che nella narrativa lirica, e che é presente fin dall’opening track “Good Lies“ e per tutto il disco fino al fragile pezzo finale “Gone Gone Gone“.

I testi esplorano una sorta di disagio, sono strutturati come incanti formulati per fuggire l’ineluttabile ciclo della vita e della morte. Acher sembra voler resistere all’inevitabilità della mortalità, lottando con le certezze fisiche del mondo che lo circonda (”Gravity you won’t get me. Old gravity you won’t get me…”).

C’é un dialogo costante tra il passato hard rock dei NOTWIST e le loro tendenze più esplorative, ma sono le gradazioni che stanno in mezzo a questi due estremi che rendono la band così unica. Sembra quasi che questi ragazzi abbiano passato gli ultimi sei anni riformandosi come undici diverse band, ciascuno apportando a ciascuna canzone un angolo totalmente differente. Pochi gruppi potrebbero rendere sensato un pezzo come “Your Alphabet“, che combina noiose dissonanze da ventesimo secolo con percussioni spacca-orecchie fino a farla diventare – chissà come – una vera e propria canzone.

In un brano del disco Acher si chiede “where in this world could I go but to the chord that takes me away…?”, e all’improvviso si ha la speranza e quasi la certezza che questa non sarà l’ultima volta che sentiremo parlare dei NOTWIST. Un grande gruppo

Lunedì 29 settembre 2008 – ore 21,30 – ingresso 15 euro

VIPERTHEATRE – Via Lombardia/via Pistoiese – Le Piagge – Firenze

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