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Note di regia di "Joseph"

Il regista Claudio Insegno ci spiega che...

“ Joseph è il primo lavoro della coppia Webber – Rice, scritto addirittura quando i due erano ancora a scuola, nel 1967. In Inghilterra e negli USA ha avuto un successo enorme, ed è a tutt’oggi ancora rappresentato, altrettanto grande è stato il successo della colonna sonora originale, che nel ‘68 era al top delle classifiche inglesi.

In Italia arriva in scena per la prima volta, per un motivo ben preciso: la necessità di un’orchestra dal vivo, cosa che in nei paesi anglosassoni è normale, mentre i musical italiani utilizzano sempre basi registrate.

Per la nostra versione di Joseph abbiamo tradotto in italiano i testi originali e utilizziamo per le canzoni l’arrangiamento musicale originale nella versione per orchestra di 12 elementi (esiste anche una versione per 7 elementi). Tutto è rigorosamente dal vivo, musica e canzoni.

Il musical è davvero divertente, e pur raccontando la storia biblica di Giuseppe venduto schiavo dai fratelli e successivamente imprigionato - fin quando non verrà liberato dal Faraone che ha bisogno che interpreti i suoi sogni – non presenta momenti drammatici ed è molto adatto ad un pubblico familiare e ai bambini.

La mia regia è stata volta ad esaltare l’elemento ironico del lavoro: la Bibbia raccontata con gli occhi di Walt Disney, come se fosse un divertente ed istruttivo cartone animato.

Joseph (Antonello Angiolillo) diventa quindi un hippy, un diverso (nel senso in cui per “diverso” si intende anche Gesù), i suoi fratelli sono tutti molto caratterizzati (uno grasso, uno magro, uno brontolone, ecc.) il Faraone è una sorta da Elvis Presley.

Rossana Casale svolge il ruolo di narratrice: è una maestra che racconta la storia di Giuseppe ai bambini e man mano la storia vive davanti a lei, fino a coinvolgerla completamente e a portarla a danzare e cantare con i protagonisti.

Insomma, nel musical si ride e ci si commuove, imparando una grande pagina della nostra storia religiosa.

Perché “la tunica dei sogni in technicolor”? E’ stato un nostro vezzo: Giuseppe litiga con i fratelli a causa di una tunica più bella delle altre (nel musical si tratta di una tunica coloratissima) che simboleggia la sua capacità di interpretare i sogni, la sua diversità. Le scenografie sono semplici, c’è molto bianco e pochissimi oggetti, i costumi invece sono coloratissimi.

Sapete cosa ha detto David Robinson, il braccio destro di Lloyd Webber, quando ha visto il nostro musical? ‘E’ la versione più povera, ma sicuramente la più divertente di tutte, più divertente anche dell’originale’ ”.

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