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Tre Metri Sopra Il Cielo

con MASSIMILIANO VARRESE nel ruolo di STEP PRIMA NAZIONALE 19 aprile 2007 al TEATRO DELLA LUNA di MILANO

BABI – Martina Ciabatti

 

POLLO – Massimiliano Pironti               PALLINA – Nadia Scherani

SIG. MANCINI – Marco Massari               CLAUDIO GERVASI – Carlo Spanò

PAOLO MANCINI – Andrea Verzicco

SCHELLO – Marco Bebbu                        IL SICILIANO – Leonardo Di Minno

RAFFAELLA GERVASI / MAMMA STEP – Carlotta Cannata

DANIELA GERVASI – Chiara Sarcinella                      MADDA – Dania Mansi

BUNNY – Alberto Galetti                              LUCONE – Massimo Sansottera

GLORIA – Roberta Serafini     HOOK – Mattia Aicardi     CHICCO / DARIO – Paolo Gualdi

ENSEMBLE – Mauro Dell’Olio e Silvia D’Aries

 

e con Lorena Crepaldi nel ruolo della Professoressa GIACCI

 

tratto dal libro di Federico Moccia edito da Feltrinelli

musiche originali di Giovanni Maria Lori e Marcello De Toffoli

liriche di Mauro Simone

coreografie di Anna Rita Larghi

scenografie di Gabriele Moreschi

costumi di Paola Brunello

disegno luci di Raffaele Perin (A.I.L.D.)

regia di Mauro Simone

regia associata Loredana Sartori

 

on la collaborazione organizzativa di

Compagnia della Rancia

           

ITALIA, ANNI OTTANTA

 

 

Una candida neve natalizia cade leggera e come un mantello si posa sulla città.

La magica atmosfera notturna viene interrotta dal rumore delle moto di ragazzi che irrompono sul palcoscenico.

Tra loro, lui: capelli corti, giubbotto scuro, colletto tirato su, occhiali da sole e aria da duro. E’ STEP, che in una mattina di un giorno mai finito ripercorre i momenti felici trascorsi insieme a lei, Babi.

Un flashback riporta il pubblico a quel giorno… Uno come tanti altri, se non si fossero incontrati. Ma proprio quel giorno il destino aveva riservato una sorpresa per loro due, così diversi.

Lei, Babi, è una ragazza di buona famiglia, che frequenta il miglior liceo della città e fino a quel giorno è sempre stata la figlia impeccabile che tutti i genitori avrebbero voluto avere.

Lui, Step, appartiene al mondo della strada, delle corse. Un mondo fatto di istinti, di forza, di violenza e di sopravvivenza, il cui motto potrebbe essere “sopravvivere alla giornata”.

Ma questi due mondi, apparentemente così inconciliabili, sono destinati a unirsi, grazie all’inconsapevole complicità dei rispettivi migliori amici, Pollo e Pallina.

 

Da qui qualcosa succede. In un susseguirsi di eventi, ricordi, emozioni, musiche, il pubblico si ritrova a vivere, passo dopo passo, le fasi dell’innamoramento tra Babi e Step.

Un amore difficile, che deve superare mille ostacoli: dall’opposizione dei genitori di Babi, ai problemi con l’arcigna professoressa Giacci; dai problemi con la giustizia di Step, al suo passato misterioso che tanto lo ha segnato…

Tutto questo in un climax di emozioni che portano il pubblico a innamorarsi sempre più come i due protagonisti, e ad arrivare lassù: TRE METRI SOPRA IL CIELO.

 

Ma da lassù è facile cadere… e la caduta è dolorosa.

 

Una perdita improvvisa fa scoppiare in Babi la paura di amare Step, la paura di vivere con “uno come lui, che non cambierà mai”. Una paura che la porta a mettere in secondo piano i suoi sentimenti e a decidere se vivere con o senza il suo Step.

Step accende la moto, ultima rombata, ultimo ruggito prima di lasciare il pubblico  con un’unica domanda “Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da raggiungere? Lì dove tutto sembra più bello. Tre metri sopra il cielo…”

 

Dopo il grande successo del romanzo di Federico Moccia e del film di Lucini, arriva finalmente anche a teatro la fantastica storia d’amore che ha fatto sognare ragazzi, teenager e adulti che si sono appassionati alla storia di Step e Babi.

Una storia che parla d’amore, l’amore universale e senza tempo, che ora è anche uno spettacolo. Uno spettacolo nel senso più completo del termine, perché qui tutto è parte integrante della storia e della sua messa in scena.

 

Impianti scenografici innovativi e di grande effetto; costumi vintage in pieno stile anni ‘80; una colonna sonora rock, energica ed intensa, coreografie “modern” con un richiamo allo stile di allora. Il pubblico ritroverà le atmosfere del libro, ma anche colpi di scena che lo  lasceranno senza fiato. Sarà un concerto di musica ed emozioni in cui gli spettatori si potranno scatenare, ballare, ridere, commuoversi.

Sono tutti elementi che rendono “TRE  METRI SOPRA IL CIELO” non un semplice musical, ma un vero e proprio SPETTACOLO.

 

 

 

 

 

 

 

DIARIO DI REGIA

 

Mauro Simone e Loredana Sartori

 

Luglio 2005

La prima volta che sentimmo parlare di 3 metri sopra il cielo fu esattamente nell’estate del 2005 a Selvino (BG), residenza estiva di molti milanesi, nonché della produttrice Giovanna Gattino.

In quel periodo eravamo intenti a preparare il primo spettacolo firmato “Palazzo Irreale” e, tra una prova ed una pausa, Giovanna ci mostrò un’insolita scritta sul muro del teatro: “IO E TE 3 METRI SOPRA IL CIELO”…”Questa è una frase che ormai è su tutti i muri d’Italia” disse, “In che senso?”, “Ma come non ne avete mai sentito parlare? 3MSC, il libro di Federico Moccia, Hanno fatto anche un film!”…e da li cominciò a raccontarci di come questa storia d’amore fosse diventata un cult per gli adolescenti e del suo desiderio di farne uno Spettacolo.

 

Marzo 2006

Quel desiderio diviene realtà con la cessione dei diritti e il benestare di Federico Moccia. Cominciano i primi lavori: la trasposizione teatrale del testo, la scelta del gusto musicale e del cast creativo. Vengono invitate 4 coreografe a presentare un piccolo estratto danzato di ciò che per loro rappresenta al meglio lo spirito di 3MSC.

Maggio 2006

Il cast creativo è ormai definito: musiche di Giovanni Maria Lori e Marcello De Toffoli, coreografie di Anna Rita Larghi, scenografie di Gabriele Moreschi, costumi di Paola Brunello, disegno luci Raffaele Perin.

Giugno 2006

Ben 700 persone, tra uomini e donne, si presentano per le audizioni. Più di 10 ore al giorno per la prima selezione. Abbiamo avuto la fortuna di vedere tantissimi giovani di grande talento, mettercela tutta e credere fino in fondo di poter far parte di questo ambizioso progetto. Solo 100 di loro arrivano in fondo al call back. Altri giorni, altre ore di grande tensione ed entusiasmo per rimanere solo in 18. Il cast artistico è completo…mancano solo Step e Babi.

Luglio 2006

In una giornata di caldo torrido milanese, alle 15 incontriamo Massimiliano Varrese per la sua audizione. Nonostante la stanchezza del lungo viaggio che lo riportava in Italia dopo le riprese del film tv girato in Giordania, ci mostra una grande voglia di esser parte di questo spettacolo. Il suo talento, la disponibilità che lo contraddistinguono ci fanno capire immediatamente che lui è Step.

Novembre 2006

“Cercasi Babi disperatamente!” Altre 200 ragazze si presentano ad una nuova audizione. Le speranze cominciano a svanire…non siamo ancora soddisfatti, la Babi che cerchiamo deve ancora arrivare.

Dicembre 2006

Roma, ennesima audizione per Babi… Eccola! E’ lei…si presenta un piccolo angelo di soli 20 anni con una voce che ci incanta, due occhi azzurri color del cielo, un talento straordinario…ma non è bionda…. Vabbé, esistono le tinte! Finalmente, Martina Ciabatti è Babi.

 

 

 

 

 

 

EMOZIONI TRE METRI SOPRA IL CIELO

 

PALAZZO IRREALE PRODUZIONI

 

Esprimersi, raccontare, condividere, ringraziare.

Sembra un elenco di verbi all’infinito buttati lì a caso…ma non è così.

Sono l’elenco, profondo e sincero, che ha mosso me, Paolo Di Mauro e Sergio Pagani ad intraprendere la nuova carriera di Produttori Teatrali. Sembrava una professione affrontabile….Sembrava! Fare questo lavoro è difficile, faticoso, complicato e…stupendo! Per  spiegare meglio la filosofia che ha spinto la Palazzo Irreale a scegliere “Tre metri sopra il cielo” per farlo diventare uno spettacolo, la cosa migliore è procedere per “step”.

 

ESPRIMERSI: Quando io, Sergio e Paolo ci siamo incontrati arrivavamo da esperienze diverse e avevamo una gran voglia di iniziare un lavoro insieme per esprimere i nostri sentimenti.

 

RACCONTARE: Ebbene sì, siamo due chiacchieroni e mezzo! ( io e Paolo parleremmo anche nel sonno, mentre Sergio è più taciturno).

Questa voglia di raccontare ci ha portato ad “inventarci”, fin dalla nostra prima produzione “Toc Toc a time for Musical”, gli incontri nelle scuole di Milano e provincia perché volevamo parlare con i ragazzi per dare loro l’impulso a frequentare i teatri raccontando tutto quello che accade prima che uno spettacolo vada in scena.

 

CONDIVIDERE: Cosa c’è di più bello che potere spartire le proprie gioie e i propri pensieri con le persone che ami, con quelle che frequenti e anche con persone che incontri per la prima volta? Che dire poi di chi lavora con noi? Volevamo che il nostro diventasse un gruppo di lavoro e ci stiamo riuscendo, proprio attraverso la condivisione delle emozioni.

 

CREDERE: Ecco il nostro verbo per eccellenza: noi crediamo soprattutto nei giovani!

Quando abbiamo deciso di provare ad inseguire il nostro sogno ci siamo confrontati con persone esperte ma indubbiamente giovani. Ci siamo incontrati, conosciuti, parlati e il nostro entusiasmo ha spiccato il volo.

Forse siamo ancora giovani anche noi (sicuramente a 40 anni “lo siamo dentro”), ma il gruppo con il quale stiamo lavorando meritava tutta la fiducia che ci ha spinto a lottare per creare una nuova realtà nello spettacolo.

 

RINGRAZIARE: Potremmo non finire mai di ringraziare chi ci ha sostenuto e a sua volta ha creduto in noi.

Le nostre famiglie, i nostri fidanzati/e, gli amici veri e le persone che hanno lavorato e stanno lavorando con noi.

Oggi abbiamo tante persone a cui sentiamo di dovere un “grazie”, tutto il cast di “Tre metri sopra il cielo” (attori, direzione artistica e tecnici), La Compagnia della Rancia, Massimiliano Varrese e la Take Off.

 

Ma ci sono due persone senza le quali tutto questo non sarebbe mai successo: mia nipote Lucrezia Danioni e Federico Moccia.

Grazie Luchi per avermi parlato per la prima volta del libro “Tre metri sopra il cielo”

Grazie Fede: se non avessi creduto in noi, oggi non saremmo qui. Non saremo “mocciosi” ma ti vogliamo bene.

GRAZIE

Giovanna Gattino

(Palazzo Irreale)

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