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Parlami di me

Le repliche dello spettacolo al Teatro Nuovo di Milano sono sospese a data da destinarsi per infortunio del Signor De Sica. Un musical di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime. Con Christian De Sica, e con Paolo Conticini e Laura Di Mauro. E con (in ordine alfabetico) Stefania Caracciolo, Fabio De Filippis, Alex La Rosa, Mara Mazzei, Chiara Monteforte, Zheren Pan, Giorgio Raucci, Simone Tuttobene, Gioia Vicari, Laurence Patris. Arrangiamenti e direzione musicale: M° Marco Tiso; Scene: Mario Catalano; Coreografie: Franco Miseria; Costumi: Laura Costantini; Disegno audio: Beppe Andolina; Disegno luci: Gianni Matropietro. Regia di Marco Mattolini.

NOTE DI REGIA
 

Lo abbiamo visto crescere, giorno per giorno, grazie alla passione, al talento e all’intelligenza di tutti quelli che hanno partecipato alla sua  creazione: autori,  interpreti, collaboratori artistici, staff tecnico e addetti alla produzione,  gente di spettacolo di diversa provenienza, che, nel corso degli anni, magari  si è più volte incrociata, in ambiti, ruoli, situazioni  disparati, ma che qui si è trovata, per la prima volta, a lavorare insieme, con entusiasmo.

 

Può sembrare rituale, retorico, scontato, ma è andata proprio così e  vi assicuro che l’entusiasmo è una condizione  rara nella gestazione di un lavoro teatrale, una specie di stato di grazia che aiuta a superare difficoltà e contrasti, nel comune impegno di dare ciascuno il proprio meglio per la riuscita dello spettacolo.

 

Credo che questo abbia molto a che fare con l’ambiziosa e speciale natura del progetto e con le doti artistiche e umane dello straordinario protagonista attorno a cui è nato.

 

Infatti “Parlami di me” non è un recital anche se dispone di un’orchestra dal vivo di venti elementi e propone alcuni pezzi forti del repertorio di Christian De Sica. Non è  un one man show, anche se il protagonista si cimenta con tutti i  generi dello spettacolo dal vivo, e nemmeno lo stand up di un mattatore in vena di ricordi, ma un musical vero e proprio che, attraverso l’esperienza e i gusti di questo particolarissimo  

figlio d’arte, parla del teatro e degli attori, con affettuosa ironia e convinta partecipazione.

 

Christian – talvolta con il supporto di grandi proiezioni evocative - racconta la sua vita, gli inizi, i grandi maestri a cui si è riferito, a cominciare da suo padre, ma parla anche della responsabilità di portare cotanto nome, del suo amore per la musica, della sua predilezione per il jazz, lo swing, rende omaggio ai grandi miti della scena canora americana e si cimenta alla sua maniera con grandi classici del teatro come Goldoni e Shakespeare.

In parallelo – anche attraverso l’uso degli interpreti nelle coreografie - corre la storia minima della improbabile compagnia che lo affianca, rappresentando tutti i vezzi, i vizi, le ambizioni, la tenacia e la passione dei teatranti.

 

E’ così che lo spettacolo, senza pretese e grazie al talento poliedrico del suo protagonista e degli altri interpreti, finisce per  mettere tanti generi a confronto: il musical, la commedia musicale, il music hall, la canzone, la prosa, la danza, l’affabulazione e persino l’improvvisazione e il cabaret…

 

Una grande musa aleggia su di noi: Bob Fosse e non a caso lo spettacolo si apre con “All that jazz”. Un’artista che si è cimentato con generi e storie diversissime, che ha insegnato a tutti come uno spettacolo possa essere fruibile ai più diversi livelli e rivolgersi a tutti,  dallo spettatore più sprovveduto ai palati più raffinati.

 

E’ una sfida ambiziosa e non facile, lo sappiamo, ma è la nostra.

 

Se, per concludere, mi consentite un’alata metafora che presta pericolosamente il fianco ai commenti più maligni,  direi che la ricetta di questo spettacolo può contare su ingredienti di prim’ordine: uova freschissime, latte appena munto, formaggio di prima qualità.  Si punta ad un nobile souffle, speriamo che non esca fuori una semplice frittata, che è pur sempre buonissima.

                                  

                                                                                 

                                                                                  MARCO MATTOLINI

 

 

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